Turchia, Gezi Park: 1000 feriti, 939 arresti, “lacrimogeni dagli elicotteri”

Pubblicato il 1 Giugno 2013 17:42 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2013 9:06

INSTANBUL – Oltre mille feriti, 939 arresti e quattro persone che hanno perso la vista. Questo il terribile bilancio della seconda giornata di scontri a Istambul tra  i manifestati in difesa di Gezi Park e le squadre antisommossa. Tutto è cominciato quando la polizia è intervenuta con i gas lacrimogeni per disperdere le migliaia di manifestanti. Dopo aver tenuto un atteggiamento duro, il premier turco Recep Tayyip Erdogan ha ammesso che ci sono stati eccessi da parte della polizia e che sono stati compiuti errori. Ci sono state “azioni estreme nella risposta della polizia” ai manifestanti, ha detto. Il capo del governo si è dunque inchinato alla piazza e ha ordinato il ritiro delle forze di polizia sperando di allentare la tensione.

La decisione è giunta dopo che, nella prima parte della giornata, aveva pronunciato un discorso di sfida, in cui prometteva che la polizia sarebbe rimasta in piazza Taksim.

La protesta nata per fermare i piani del governo di demolire il parco adiacente Piazza Taksim, il famoso Gezi Park, si è rapidamente trasformata in una protesta più ampia contro il premier turco e le sue tendenze autoritarie, proprio per via della portata della repressione della polizia.

Lacrimogeni sono stati sparati dagli elicotteri sulla folla e numerose persone, sembra più di mille, sono rimaste ferite negli scontri, tra cui anche una turista egiziana che ha subito un intervento chirugico per un’emorragia cerebrale. Diversi manifestanti hanno riportato fratture agli arti e problemi respiratori dovuti all’inalazione dei gas lacrimogeni, che sono penetrati anche all’interno della metropolitana. Quattro persone perderanno la vista.939 persone sono state arrestate, molti di loro poco dopo rilasciati. I manifestanti hanno reagito all’intervento degli agenti con il lancio di pietre. Venerdì il bilancio degli scontri era stato di un centinaio di feriti e una sessantina di fermati.

Il Consolato italiano ha invitato i turisti a restare in albergo o nelle case che li ospitano.

Diversi utenti lamentano su Twitter che l’accesso alla rete è molto rallentato e che il principale provider turco TTNET impedisce l’accesso a Twitter e Facebook. Uno degli hashtag più seguiti per la rivolta è #OccupyGezi.

Poi, con il ritiro della polizia, migliaia di manifestanti hanno occupato pacificamente piazza Taksim e gli incidenti si sono interrotti. I manifestanti gridano slogan ostili al premier Erdogan e cantano ”uniti contro il fascismo” e ”governo dimissioni”. La celebre via Istiklal – che congiunge la piazza con la torre di Galata – teatro di scontri sabato mattina, ha l’aspetto di un campo di battaglia, con vetri infranti e lattine di gas lacrimogeni per terra.

Anche il regista turco Ferzan Ozpetek, come molti altri intellettuali e artisti di Istanbul, appoggia i manifestanti di Gezi Park, aderendo a un appello ai media internazionali ”perché il resto del mondo sia messo a conoscenza di quello che sta accadendo e dello stato di polizia creato dal partito Akp del premier Recep ayyip Erdogan”.

”I media turchi – si legge nell’appello – controllati direttamente dal governo, o economicamente o politicamente legati al governo, si rifiutano di parlare degli incidenti” e ”le agenzie di stampa bloccano il regolare flusso delle informazioni”.

Cominciato come una protesta di cittadini contra la distruzione di un parco, il Gezi Park di Taksim, e dei suoi 600 alberi, nel cuore di Istanbul, il movimento si fa ogni giorno di più simile alle rivolte della stagione degli indignados di Madrid, Londra o New York anche per protestare contro le restrizioni imposte sulla vendita degli alcolici. Sono accampati nel parco da lunedì, prima erano un centinaio, ora sono migliaia: la protesta assume sempre più i contorni di una rivolta anti-Erdogan. Molti sono giovani sotto i 30 anni, portano nelle mani ritratti di Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della Turchia laica e moderna e giurano che non abbandoneranno la piazza finché Erdogan non si sarà dimesso.