Turchia, arrestati direttore e caporedattore Cumhuriyet

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2015 22:55 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2015 23:04
Turchia, arrestati direttore e caporedattore Cumhuriyet

Turchia, arrestati direttore e caporedattore Cumhuriyet

ISTANBUL – Un tribunale di Istanbul ha ordinato l’arresto in attesa di giudizio per Can Dundar, direttore del quotidiano di opposizione laica Cumhuriyet, e Erdem Gul, capo della redazione di Ankara del giornale. Sono accusati di spionaggio a favore dei terroristi per uno scoop in cui rivelarono un presunto passaggio di camion carichi di armi dalla Turchia alla Siria, finiti in mano a gruppi ribelli anti-Assad.

Rivelazioni scottanti che hanno fatto luce sull’interesse di Ankara ad armare una minoranza turcomanna, potenziale testa di ponte nel possibile “grande gioco” di una spartizione del territorio siriano. Il reportage pubblicato alla vigilia delle elezioni del 7 giugno in Turchia, suscitò l’ira del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ammonì Dundar promettendogli che avrebbe pagato “un caro prezzo“. Poco dopo la procura aprì un’inchiesta a carico di Cumhuriyet.

“Non preoccupatevi. Questa per noi è una medaglia d’onore – ha detto Dundar prima di finire in manette – La nostra lotta continuerà dentro e fuori”.

I due sono ora in attesa di giudizio per l’accusa di “spionaggio politico e militare” e “rivelazione di informazioni riservate” oltre che di “aver fornito informazioni sulla sicurezza dello Stato” e di “fare propaganda per un’organizzazione terroristica”.

Mercoledì scorso il presidente turco aveva definito ancora una volta l’inchiesta come un atto di “tradimento”, sostenendo che i tir trasportavano solo innocui aiuti per la minoranza turcomanna nel nord della Siria, legata ad Ankara. “Che differenza avrebbe fatto se i camion avessero contenuto armi oppure no?”, aveva però aggiunto Erdogan.

La vicenda in giugno ebbe una grossa eco internazionale, anche perché Cumhuriyet è un giornale-bandiera del laicismo kemalista nella Turchia che Erdogan sta riportando alle sue radici islamiche.

La repressione contro i media in Turchia si va concretizzando da anni con ostacoli ai social network e soprattutto con l’arresto di numerosi giornalisti: un fatto stigmatizzato da organizzazioni internazionali, tra cui il Parlamento europeo che in gennaio ha emesso una risoluzione.

In agosto, ad esempio, 18 giornalisti di nove testate erano stati incriminati con l’accusa di “diffondere propaganda terroristica” per aver pubblicato le immagini del pubblico ministero Mehmet Selim Kiraz, preso in ostaggio il 31 marzo scorso nel Palazzo di Giustizia di Istanbul da due membri del gruppo di estrema sinistra Dhkp-c e poi rimasto ucciso nel conseguente raid della polizia.