Turchia, ballerina uccisa da un condannato per omicidio in permesso

di Maria Elena Perrero
Pubblicato il 5 Dicembre 2019 15:41 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2019 15:41
Turchia, ballerina uccisa da un condannato per omicidio in permesso

La giovane uccisa in Turchia

MILANO  –  “Volevo uccidere qualcuno. L’ho seguita per quattro chilometri. Se avessi trovato una pistola, avrei ucciso molte più persone”. Ma a morire è stata lei, Ceren Ozdemir, studentessa universitaria turca di 20 anni. Le parole sono quelle del suo killer, uscito di prigione dopo una condanna per omicidio con un permesso solo pochi giorni prima, sabato scorso, e datosi alla fuga. Finché non è stato preso.  

E’ stato lui a lasciare Ceren in una pozza di sangue davanti alla sua casa nella provincia di Ordu, sul Mar Nero. La giovane, studentessa all’accademia di musica e belle arti e ballerina classica, è stata accoltellata mentre stava rientrando a casa. Quando l’assassino è stato intercettato dalla polizia con ancora l’arma in mano ha fatto resistenza, ferendo due agenti.

Il caso ha scosso la Turchia, flagellata dai femminicidi. Secondo i dati della associazione Kadın Cinayetlerini Durduracağız Platformu (We Will Stop Femicides Platform), che tiene conto delle donne uccise nel Paese, in Turchia nel 2019 sono state 390 a cadere per mano di uomini, per lo più ex mariti, compagni o parenti, 39 nel mese di novembre. 

Le autorità in Turchia sono spesso accusate dagli attivisti di non impegnarsi abbastanza per contrastare il rischio di femminicidi. La manifestazione nella Giornata per l’eliminazione della violenza sulle donne, lo scorso 25 novembre, è stata dispersa dalla polizia turca nel centro di Istanbul con gas lacrimogeni. (Fonti: Hurriyet Daily News, Ansa)