Turchia, coprifuoco e scontri in piazza dopo omicidio Elci

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Novembre 2015 20:40 | Ultimo aggiornamento: 28 Novembre 2015 20:40
Turchia, coprifuoco e scontri in piazza dopo omicidio Elci

Turchia, coprifuoco e scontri in piazza dopo omicidio Elci

ISTANBUL – Cariche della polizia, scontri in piazza a Istanbul. Finisce così il sabato nero della Turchia: un sabato iniziato con la morte di Tahir Elci, leader curdo, capo dell’associazione degli avvocati di Diyarbakir, nel sud-est a maggioranza curda della Turchia. In quella sparatoria, avvenuta sabato mattina durante un incontro pubblico nel distretto storico di Sur, è rimasto ucciso anche un poliziotto. Un altro agente è morto in ospedale.

Elci era stato arrestato in passato dal governo di Ankara. Era un attivista per i diritti umani. Un simbolo per i curdi. Erdogan, dopo aver precipitosamente dato la colpa di quanto avvenuto ai terroristi, ha capito che piega avrebbero preso gli eventi. Ha imposto il coprifuoco. Ma non è bastato. La gente si è riversata in piazza: inevitabili gli scontri e l’intervento della polizia.

Il partito filocurdo Hdp ha definito l’omicidio di Tahir Elci un “assassinio premeditato” e ha chiamato la gente a scendere in piazza. Per loro il mandante dell’omicidio è senza dubbio Erdogan: “Nel posto vuoto lasciato da Tahir Elci, migliaia di Tahir Elci proseguiranno il suo lavoro e la lotta per la legge la giustizia”. Il partito, ridimensionato dalle ultime elezioni, ha lanciato un appello alla società civile perché “faccia sentire la sua voce”.

Come ricorda Repubblica: “Elci era diventato un caso nazionale dopo che, il 14 ottobre, aveva rilasciato una dichiarazione alla Cnn turca nella quale aveva sostenuto che il Pkk “è un movimento politico che ha importanti domande politiche e che gode di vasto supporto, anche se alcune sue azioni sono di natura terroristica”. Per questa dichiarazione il legale è stato prima arrestato il 19 ottobre a Diyarbakir e quindi rinviato a giudizio con l’accusa di propaganda di organizzazione terroristica. La procura di Istanbul aveva chiesto per lui la condanna a 7 anni e mezzo. Uscendo dal carcere su cauzione, Elci aveva ribadito le sue opinioni: “Confermo le mie parole e ritengo siano vere. Le parole che ho detto non possono costituire un reato””.