Turchia, Daniele Stefanini è stato liberato. Ma gli arresti continuano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Giugno 2013 11:10 | Ultimo aggiornamento: 18 Giugno 2013 11:17
Turchia, Daniele Stefanini è stato liberato. Ma gli arresti continuano

L’arresto di Stefanini (Foto da Facebook)

ISTANBUL – Daniele Stefanini, il fotografo italiano di 29 anni arrestato il 16 giugno in Turchia, ad Istanbul, è stato rilasciato. Arriverà oggi, 18 giugno, a Roma. Ma nelle città turche continuano le retate e gli arresti di manifestanti e non solo. Nella notte tra lunedì e martedì sono state arrestate 25 persone ad Ankara, 193 a Istanbul e 13 a Eskisehir.

In un lungo post su Facebook Stefanini ha ringraziato le ”splendide e umane persone” a cui deve la sua liberazione tra cui ”un ufficiale di polizia umano”. Ha spiegato che si è trattato di “un vero e proprio rastrellamento’‘. Stefanini ha ringraziato ”Mehmet Seyfeddin Pence (un ufficiale di polizia umano)” e gli avvocati Hukuk Burosu, Sermin Akbulut, Ugur Altinarik, Zeynep Cankan Ergunay, ma anche i colleghi ”Martina Castigliani del Fatto Quotidiano che è stata la prima ad attivarsi dopo il mio SOS ‘chiama ambasciata”’ e ”i migliori colleghi di sempre per il sit-in davanti all’ambasciata turca (siete bellissimi in foto); quelli che neanche conosco e che sono stati in ansia per me; quelli che mi conoscono e che mi hanno maledetto per la mia incurabile incoscienza”, ”i compagni e le compagne di piazza Taksim, a loro va tutto il mio rispetto e la mia solidarietà”.

Stefanini a rivolto il suo pensiero, nel post, ”a chi come me, preso in stato di fermo, è ancora in questura a mangiare pane e marmellatine”. Domani ”incontreranno il Procuratore, ha pochissime prove, il capo di accusa è per tutti (circa 500 fermi in un giorno) uno, quello di resistenza a pubblico ufficiale e lancio di bottiglie, bastoni, pietre, biglie di vetro con la fionda, carote e bambole. (Poi mi devono spiegare come non si fa a non resistere a un pubblico ufficiale che ti prende ti sbatte al muro, ti pesta, ti mette i gomiti in bocca, ti schiaffeggia ti umilia… per loro il termine resistenza ha un accezione negativa). E’ stato un vero e proprio rastrellamento”.

Infine due rettifiche, una per spiegare che non è stato ferito, annunciando che ”a breve posterò le foto” di chi lo è stato realmente: ”Vertebre schiacciate, nasi rotti, occhi tumefatti etc”. L’altra per dire che non è ”stato trovato in terra da chi sa chi e portato in qualche ospedale chi sa dove, ma come tutti i ragazzi fermati sono stato trasportato via in pullman fino alla stazione di polizia dove un po’ per necessità un po’ perché non volevo rifinire direttamente caldo caldo in un posto a me ignoto, ho recitato la parte del moribondo (tanto tale ero) e così mi ci hanno trasportato in macchina tre poliziotti. Basta così. Vedo che è stato detto anche troppo… io sono solo uno come tanti che crede in quello che fa, forse troppo. ps: ah ovviamente la D700 è ormai un ricordo e un c’ho nemmeno una foto dell’ultimo giorno, bravo eh!”.