Turchia, inchiesta sul complotto Ergenekon: 27 giornalisti arrestati

Pubblicato il 10 Marzo 2011 14:58 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2011 14:58

Recep Tayyip Erdogan

ROMA – Alla fine Recep Tayyip Erdogan ha dovuto allontanare chiaramente da sé i sospetti che si erano accumulati su di lui dopo l’ondata di arresti che nelle ultime settimane ha colpito diversi giornalisti turchi. “I recenti arresti sono frutto di decisioni esclusivamente giudiziarie. Non hanno niente a che fare con il governo”.

Gli ultimi arresti risalgono allo scorso fine settimana, quando sei cronisti sono finiti in manette con l’accusa di aver fatto parte dell’organizzazione clandestina Ergenekon, sospettata di aver ordito un colpo di stato contro il governo di ispirazione islamica Akp, il partito della Giustizia e dello Sviluppo.

Tra i nomi eccellenti dei reporter finiti in cella quello di Nedim Sener, vincitore nel 2010 del premio World Press Freedom Hero, c0nquistato con un libro in cui accusava i servizi di sicurezza turchi di negligenze nelle indagini sull’omicidio del giornalista turco-armeno Hrant Dink, avvenuto nel gennaio 2007. Anche quello un capitolo mai chiarito della recente storia turca.

In tutto ad oggi sono ben 27 i giornalisti finiti dietro le sbarre con l’accusa di aver sostenuto il complotto organizzato da Ergenekon. Secondo l’indice di Reporters sans frontières ( RSF) la Turchia si trova al 138º posto tra i 178 Paesi monitorati per quanto riguarda la libertà di stampa. “Con 61 giornalisti in stato d’arresto o già condannati, altri 39 in attesa di giudizio che si trovano in carcere, oltre ai 4mila alle prese con processi in corso e tutti quelli che si sentono in grave pericolo è necessario che la questione della libertà di stampa della Turchia venga considerata molto seriamente” ha dichiarato Göksel Yıldırım, capo della sezione di Ankara del sindacato nazionale dei giornalisti (TGS).

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