Turchia, sesto giorno di proteste: 1.700 arrestati. Erdogan contro Twitter e Fb

Pubblicato il 2 Giugno 2013 19:23 | Ultimo aggiornamento: 2 Giugno 2013 19:54
Tuschia, terzo giorno di proteste: 1.700 arrestati. Erdogan contro Twitter e Fb

(Foto Ansa)

ISTANBUL – Turchia: terzo giorno di proteste e poi una situazione di calma precaria. Il ministro dell’Interno Muammer Guler ha comunicato che sono stati effettuati 1.700 arresti tra i dimostranti, anche se molti di loro sono già stati rilasciati.

Il premier Recep Tayyip Erdogan ha invece attaccato i social media, Facebook e Twitter, da cui sono state convocati con un tam-tam incessante i cortei di questi giorni. Il primo ministro ha definito le reti sociali “una minaccia per la società”.

“Oggi – ha detto – abbiamo una minaccia che si chiama twitter”. I manifestanti anti-Erdogan accusano le tv turche di minimizzare la rivolta, sotto pressione del governo. E il premier in precedenza, a chi lo accusava di essere autoritario, aveva detto: “Se chiamano chi ha servito il popolo dittatore, non hanno capito niente» e «la dittatura non scorre nelle mie vene e non è nel mio carattere. Sono il servo del popolo”.

Secondo Amnesty International ci sono cinque persone in pericolo di vita, mentre non è confermata la notizia che sabato ci sarebbero stati “almeno due morti” negli scontri a Istanbul fra polizia e manifestanti anti-governativi, dove si sono registrati “almeno mille feriti”. La repressione della manifestazione è stata molto violenta. Il bilancio ufficiale degli scontri,sempre secondo Guler, è invece di 79 feriti, 53 civili e 26 agenti.