Uber, sentenza in California: “Gli autisti siano dipendenti, non imprenditori”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 giugno 2015 10:21 | Ultimo aggiornamento: 18 giugno 2015 10:21
Uber, sentenza in California: "Gli autisti siano dipendenti, non imprenditori"

Uber, sentenza in California: “Gli autisti siano dipendenti, non imprenditori”

ROMA – Uber, sentenza in California: “Gli autisti siano dipendenti, non imprenditori”. Gli autisti che lavorano per il servizio taxi di Uber devono essere inquadrati come dipendenti e non, come avviene ora, come imprenditori terzi, prestatori d’opera autonoma e occasionale. Si tratta di una sentenza di un tribunale californiano che (si attende l’appello) avrà un grande impatto sul business di Uber. Stando così le cose, Uber si troverebbe a dover affrontare un aumento esponenziale dei costi di gestione: potrebbe dover accollarsi le spese di manutenzione e riparazione dei veicoli, dell’assicurazione, della fornitura di carburante.

Un modello di business del tutto diverso da quello di “share economy” che gli consente oggi di utilizzare due tipi di autisti, i Black cioè autisti professionisti con macchine di alta gamma, e i Pop i quali dispongono di auto medio-grandi. La cosa importante è che entrambe le figure, per poter guidare per Uber, devono rispettare pochi requisiti minimi: fedina penale immacolata, patente da tre anni, nessuna sospensione del documento, auto intestata e non più vecchia di 8 anni e assicurata.

Con la sentenza il tribunale californiano ha accolto il ricorso di una autista Uber di San Francisco, Barbara Ann Berwick che pretendeva il rimborso di migliaia di dollari per le spese effettuate.

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