Ubriaco alla guida gli uccise la moglie incinta. Il vedovo pubblica le foto del feto nella bara e chiede…

di redazione Blitz
Pubblicato il 8 ottobre 2018 14:20 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2018 14:22
Ubriaco alla guide gli uccise la moglie incinta. Il vedovo pubblica le foto del feto nella bara e chiede...

Ubriaco alla guide gli uccise la moglie incinta. Il vedovo pubblica le foto del feto nella bara e chiede… (Foto da Facebook)

LOS ANGELES – Un pugile ubriaco travolse e uccise la moglie incinta all’ottavo mese. Ed ora lui, Zach Kincaid, sui social pubblica la foto del feto nella bara insieme alla sua mamma e chiede pene più severe per chi si mette alla guida dopo aver bevuto. 

“Un guidatore ubriaco, correndo in auto a 130 chilometri l’ora ha preso la corsia sbagliata e ha travolto l’auto di mia moglie, distruggendo la mia famiglia”, ha scritto Kincaid su Facebook. “La pena massima per aver ucciso mia moglie e la mia bimba è di 10 anni. Secondo lo Stato della California non c’era volontà di uccidere, ma io so che guidare in quel modo non può portare a nulla di buono. Come spiegherò ai miei figli questa ingiustizia? Guardate la devastazione della mia famiglia e ditemi se non è arrivato il momento di cambiare… Immaginate che questa sia la vostra famiglia”, le sue parole disperate, che hanno accompagnato alcune foto del funerale.  

Alla guida dell’auto che ha ucciso Krystina Kincaid lo scorso 14 settembre c’era il campione di pugilato Marcos Forestal, ubriaco. Al momento dello scontro frontale la donna era al telefono con il marito, che ha sentito in diretta l’incidente. 

Nello schianto l’auto ha preso fuoco. Quando i soccorritori sono arrivati hanno dovuto faticare per estrarre la donna dall’auto: le sue gambe, infatti, erano incastrate sotto al cruscotto. Quando l’hanno trasportata in ospedale era ancora in vita, ma lei e il bimbo che portava in grembo sono morti poco dopo in ospedale. L’uomo che li ha travolti e uccisi avrà una pena ridotta proprio perché il feto non era ancora nato, nonostante fosse alla trentaseiesima settimana. 

(Foto Facebook)