Ucraina. La Francia non consegna la nave da guerra Mistral alla Russia

Pubblicato il 4 settembre 2014 14:52 | Ultimo aggiornamento: 4 settembre 2014 14:52
La nave da guerra Mistra

La nave da guerra Mistral

FRANCIA, PARIGI – La Francia dice no alla consegna della prima nave da guerra Mistral alla Russia. ”Non ci sono le condizioni”, annuncia la presidenza francese. ”Ad oggi non ci sono” le condizioni affinchè la Francia autorizzi la consegna della prima nave da guerra Mistral alla Russia, annuncia l’Eliseo, in una nota diffusa al termine del Consiglio Difesa a Parigi.

Vista la ”grave” situazione in Ucraina, il presidente della Repubblica, Francois Hollande, ha osservato che ”nonostante la prospettiva di un cessate il fuoco ancora da confermare ed attuare, non ci sono le condizioni affinchè la Francia autorizzi la consegna” prevista dal contratto firmato a suo tempo con Mosca.

Proprio mercoledi gli Stati Uniti erano tornati a denunciare la vendita da parte di Parigi delle navi da guerra alla Russia di Vladimir Putin, proprio nel momento in cui l’Europa si appresta a rafforzare le sanzioni contro Mosca, accusata di partecipare direttamente alla guerra nell’est dell’Ucraina.

”Questa vendita non è benvenuta visto ciò che succede in quella parte del mondo”, aveva detto al Parlamento europeo l’ambasciatore Usa presso l’Unione europea, Anthony Gardner. Il diplomatico ha comunque riconosciuto che ”se la vendita fosse annullata, ci sarebbero sanzioni importanti” da parte di Mosca contro la Francia. Il contratto Mistral, che riguarda due navi porta-elicotteri assemblate nei cantieri navali di Saint-Nazaire, è stato firmato nel 2011 per 1,2 miliardi di euro.

La prima nave dovrebbe essere consegnata a ottobre, una scadenza che visto l’aggravarsi della crisi in Ucraina, molti ritengono insostenibile. In questi ultimi mesi, la consegna delle navi Mistral è stata fortemente criticata dagli Usa, ma anche in Europa, soprattutto da Gran Bretagna e Lituania. Barack Obama aveva pure deplorato che Parigi non avesse scelto di sospendere il controverso contratto con Mosca.