Ucraina. Nuova fiammata di combattimenti nell’est, uccise centinaia di persone

Pubblicato il 15 giugno 2014 14:37 | Ultimo aggiornamento: 15 giugno 2014 14:37
Corpi di filo-russi uccisi dai soldati di Kiev

Corpi di filo-russi uccisi dai soldati di Kiev

UCRAINA, KIEV – Continua a scorrere il sangue nella tormentata Ucraina dell’est, sconvolta da una nuova fiammata di combattimenti nei quali avrebbero perso la vita centinaia di persone. I miliziani filorussi hanno fatto una strage abbattendo nei cieli di Lugansk un aereo cargo con a bordo 49 militari. Nessuno si e’ salvato. E la giornata di sabato e’ stata per le truppe di Kiev la piu’ terribile in termini di perdite di vite umane da quando, due mesi fa, e’ iniziata l’operazione militare contro i separatisti.

L’aereo militare ucraino abbattuto, un Il-76, e’ stato colpito da un razzo dei separatisti attorno all’una di notte, proprio durante la discesa verso l’aeroporto, e nessuno dei 40 paracadutisti e dei nove membri dell’equipaggio che erano a bordo ha avuto scampo. Oltre ai soldati, il cargo trasportava armi, viveri ed equipaggiamenti. Ma i miliziani sostengono di aver abbattuto anche un secondo aereo: un cacciabombardiere Su-25 che aveva sparato alle prime ore dell’alba sulla caserma di polizia di Gorlivka, in mano ai filorussi, uccidendo due persone e ferendone sei.

Quanto avvenuto non fa che gettare benzina sulle gia’ infuocate relazioni tra Mosca e Kiev, e il ministro degli Esteri russo Serghiei Lavrov ha gia’ chiesto al telefono al segretario di Stato Usa John Kerry di fare pressione sull’Ucraina perche’ metta fine alle violenze nell’est del Paese.

Ma dall’altro lato anche il presidente francese Francois Hollande e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno telefonato esprimendo al leader del Cremlino “la loro grave preoccupazione” per i sanguinosi combattimenti in Ucraina. L’accusa che Kiev – e i suoi alleati occidentali – rivolgono a Mosca e’ quella di sostenere i separatisti addirittura armandoli. E a provarlo – secondo il governo di Kiev – ci sarebbe il presunto ingresso in Ucraina nei giorni scorsi, direttamente dalla Russia, di tre antiquati, ma pur sempre funzionanti, tank sovietici e di altri mezzi militari con a bordo dei miliziani separatisti. Che la situazione sia particolarmente tesa lo dimostra anche il ritrovamento – riportato da alcuni media – di un ordigno nella notte nei pressi del palazzo presidenziale, vicino a un cancello da cui ogni giorno Poroshenko passa con la sua auto.

La bomba sarebbe una specie di avvertimento: accanto c’era infatti un bigliettino con su scritto “Se non fermi la guerra, la guerra verra’ da te”. Si apre invece un piccolo spiraglio sul delicato fronte del gas. Nonostante Mosca avesse escluso un altro vertice a tre Ue-Ucraina-Russia a breve, l’amministratore delegato del gigante russo del gas Gazprom ha incontrato a Kiev il commissario europeo per l’Energia, Guenther Oettinger, e alcune autorita’ ucraine. Le trattative si svolgono a poco piu’ di 24 ore dalla scadenza di un ultimatum lanciato a Kiev dal Cremlino dopo che non e’ stato trovato un accorso sul prezzo del metano russo.

Il governo ucraino ha tempo fino a lunedi’ mattina per pagare 1,9 miliardi di dollari – parte del debito con la Russia – altrimenti Mosca introdurra’ un regime di pagamento anticipato e chiudera’ i rubinetti del metano se non le saranno pagate le forniture. Un’eventualita’ che fa tremare l’Europa, visto che circa la meta’ del gas russo diretto verso il vecchio continente passa appunto per i metanodotti ucraini.