Uganda, condanne “occhio per occhio” per gli assassini

di Caterina Galloni
Pubblicato il 12 Settembre 2019 6:00 | Ultimo aggiornamento: 11 Settembre 2019 20:46
Uganda

Il presidente dell’Uganda (Foto Ansa)

ROMA – Condanne per la serie “occhio per occhio, dente per dente” a chi sarà giudicato colpevole di omicidio: è quanto chiede ai tribunali il presidente dell’Uganda Yoweri Museveni per arginare l’impennata di reati violenti in cui, tra gli altri, ha perso la vita il nipote.

Dagli omicidi alle rapine violente e ai rapimenti per chiedere il riscatto, negli ultimi anni in Uganda il crimine è aumentato, alimentando una rabbia diffusa tra i cittadini.

Gli ugandesi lamentano che la maggior parte dei crimini non viene risolta perché la polizia è corrotta e non è interessata a indagare su casi che coinvolgono cittadini comuni, anche se gli agenti lo negano.

“Dobbiamo lavorare sui tribunali”, ha scritto Museveni in un comunicato pubblicato sull’account ufficiale dei social media. “Nei casi di omicidio devono muoversi in fretta, le condanne devono essere severe, compresa l’impiccagione degli assassini”.  

Il National Resistance Movement (NRM), che in Uganda è il partito al potere che crede in un sistema giudiziario “occhio per occhio, dente per dente”, ha detto il presidente. “E’ un messaggio che deve essere chiaro ai tribunali: occhio per occhio. Non sarà accettabile nulla di meno”.

In Uganda, la pena di morte è quella massima prevista per una serie di crimini tra cui omicidio, tradimento e corruzione, ma le esecuzioni sono rare. La dichiarazione di Museveni è arrivata in seguito a due recenti omicidi ampiamente approfonditi dai media ugandesi.

Giovedì scorso, il nipote del presidente è stato trovato disteso supino sull’asfalto di una superstrada vicino alla capitale, morto per ferite da arma da fuoco. Il corpo era vicino al veicolo parcheggiato e all’interno, sul sedile posteriore, c’era una donna ugualmente morta per ferite da arma da fuoco.

Il 30 agosto il corpo di una donna che lavorava per una ONG e quello dell’autista sono stati gettati in una palude a est della capitale Kampala: due giorni prima erano stati rapiti mentre erano a bordo del veicolo, fuori dall’abitazione della donna.

Museveni ha puntato il dito sulla negligenza degli agenti di polizia che non hanno agito rapidamente per utilizzare il sistema di videosorveglianza installato di recente su tutte le strade di Kampala così da poter intercettare il veicolo e salvare le vittime.

Gli agenti sono stati arrestati, il presidente ha ordinato che fossero processati e licenziati. “Se coloro che indossano l’uniforme non sono in grado svolgere il loro lavoro ci saranno altri che li sostituiranno”.

Fonte: topbuzz.com