Cronaca Mondo

Laboratorio Usa prepara l’Uomo Invisibile. “Si può fare!”. Con seta e oro impiantati sotto pelle

Letto il dispaccio d’agenzia, insomma la “notizia” semilavorata che arriva nelle redazioni prima di diventare un “pezzo” e un titolo di giornale o telegiornale, la mente e l’occhio sono corsi al calendario. No, non è il primo di aprile, non può essere dunque una di quelle cose che vengono messe in “rete” per vedere chi abbocca e riderci sopra. Quindi uno rilegge il dispaccio e sintetizza quanto c’è scritto chiaro sia pure in un linguaggio vagamente burocratico scientifico: in un laboratorio americano stanno mettendo a punto la tecnica per rendere l’uomo invisibile. L’uomo invisibile? Sì, proprio quello. E non quello dei fumetti o delle favole, proprio quello in carne e ossa.

E come si fa, come si potrebbe fare? Impiantandogli sotto pelle “materiale biocompatibile”. E cosa è questo materiale biocompatibile? Una miscela microscopica di seta e oro. Seta e oro, materiali da favola, proprio come nelle favole. Però dicono non sia una favola: c’è il nome del laboratorio, dello scienziato, un italiano, Fiorenzo Omenetto e della rivista che pubblica i risultati dei primi esperimenti, Advanced Materials. Si prende un centimetro quadrato di seta, lo si farcisce con diecimila particelle a spirale di oro e so ottime così una “veste” capace di intercettare e bloccare le onde di energia “alla frequenza dei terahertz, a metà tra infrarossi e onde radio”. Qualunque cosa significhi, significa secondo la rivista e il ricercatore che lo stesso metodo può essere applicato alla luce. E, se si blocca la luce, l’uomo invisibile è fatto. La “veste”, assicurano, l’hanno già impiantata nel tessuto muscolare di una cavia. Il dispaccio non specifica se, ad operazione conclusa, Omenetto abbia esclamato come il dottor Frankenstein del film Frankenstein junior: “Si può fare!”.

To Top