Uragano Florence, si teme per 6 centrali nucleari negli Stati Uniti

di Redazione blitz
Pubblicato il 13 settembre 2018 8:03 | Ultimo aggiornamento: 13 settembre 2018 8:03
uragano florence usa

Uragano Florence, allarme negli Stati Uniti: si teme per 6 centrali nucleari

NEW YORK (USA) – L’urgano Florence, anche se declassato a categoria 2, potrebbe provocare danni di proporzioni storiche sulla costa sudorientale degli Stati Uniti. L’arrivo è previsto per domani, venerdì 14 settembre. Con venti a quasi 200 chilometri all’ora e scaricando oltre un metro di acqua, “sarà probabilmente la tempesta di una vita per una parte della costa della Carolina”, ammonisce il National Weather Service.

Il presidente Donald Trump ha ripetutamente allertato la popolazione sui rischi, esortando a rispettare gli ordini di evacuazione che hanno riguardato oltre 1 milione di persone, ma ha assicurato che sono state messe in campo tutte le misure necessarie e che l’amministrazione “è pronta”. La Georgia ieri, 12 settembre, si è unita alla Carolina del Nord, del Sud e alla Virginia nel dichiarare lo stato di emergenza.

Sulla traiettoria dell’uragano Florence ci sono 6 centrali nucleari. Duke Energy, la società che le controlla, ha fatto sapere che saranno spente almeno due ora prima del passaggio del ciclone che dovrebbe atterrare venerdì. L’impianto nucleare Brunswick, a Sud di Wilmington, nella Carolina del Nord, nella regione di Cape Fear, era stato definito nel 2014 da Huffpost e da Weather.com come una delle centrali atomiche più a rischio nel caso di allagamenti. I due reattori dell’impianto Brunswick sono dello stesso tipo di quelli di Fukushima, in Giappone, lesionati dopo lo tsunami e il terremoto del 2011, rilasciando materiale radioattivo. “I nostri impianti erano sicuri allora e sono ancora più sicuri oggi”, ha detto la portavoce di Duke Energy, Kathryn Green.

Nel settembre del 1999, l’uragano Floyd, categoria 2, scaricò 60 centimetri di acqua nella regione di Cape Fear, già messa alla prova dal precedente uragano Dennis. Il risultato fu il peggior disastro naturale della storia della Carolina del Nord. Decine di persone morirono e intere città vennero sommerse dall’acqua mentre detriti, anche tossici, e animali morti, contaminarono l’acqua potabile.