Usa. Violenza tra forze armate. Tre cadetti Annapolis violentano guardiamarina

Pubblicato il 4 Giugno 2013 15:42 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2013 15:42
annapol

Cadetti dell’Accademia di Annapolis

ANNAPOLIS, STATI UNITI – Un nuovo caso di violenza sessuale scuote ancora una volta la coscienza delle Forze Armate Usa. Questa volta e’ stato registrato alla celebre Accademia Navale di Annapolis, proprio dove appena una settimana fa il Comandante in capo, il Presidente Barack Obama, ha tenuto un discorso per ribadire la sua assoluta determinazione a far fronte ad un fenomeno che, ha detto, rappresenta un problema ”vergognoso e scandaloso”, ma che sono anche ”un problema per la sicurezza nazionale” degli Stati Uniti.

Secondo le accuse, tre cadetti, giocatori della squadra di football dell’Accademia, avrebbero violentato una guardiamarina durante un party, approfittando del fatto che era ubriaca. L’episodio risale a circa un anno fa, ma e’ emerso solo ora, dimostrando ancora una volta che molte delle vittime di abusi esitano a denunciare i loro aggressori, nel timore di rappresaglie e di contraccolpi sulla loro carriera. La guardiamarina che afferma di essere stata aggredita ad Annapolis, dove le studentesse sono il 22 per cento del totale dei cadetti, quella sera aveva bevuto molto e ”si e’ svegliata nella ‘football House’ il giorno dopo, ricordandosi poco di quanto accaduto.

Ha appreso da amici e da commenti sui social forum che tre giocatori della squadra di football affermavano di aver avuto rapporti sessuali con lei mentre era incapace”, ha affermato in un comunicato Susan Burke, l’avvocato che la rappresenta. Nelle ultime settimane l’allarme per gli abusi sessuali nelle Forze Armate Usa e’ stato piu’ volte sollevato dal presidente Obama. In particolare dopo che il Pentagono ha reso noto che nel 2012 le denunce raccolte tra i militari per reati sessuali sono state 3.374, in netto aumento rispetto alle 3.192 del 2011.

Sulla base di queste cifre, un recente studio del Dipartimento della Difesa afferma pero’ che complessivamente i casi potrebbero essere in realta’ circa 26 mila. Un dato che mostra come nella stragrande maggioranza dei casi i reati non vengono denunciati. Secondo quanto riferisce il New York Times, i tre allievi ufficiali indicati dalla donna non sono ancora stati incriminati; mentre un portavoce dell’Accademia ha confermato che sull’episodio e’ stata avviata un’indagine che e’ ancora in corso, e pertanto e’ ”assolutamente inappropriato” fare alcun commento.