Usa. Armi da fuoco facili responsabili in incidenti anche della morte di bambini

Pubblicato il 30 settembre 2013 10:01 | Ultimo aggiornamento: 30 settembre 2013 10:01
Una pistola calibro 45

Una pistola calibro 45

NEW YORK, STATI UNITI – La calibro 45 che ha ucciso un bambino di tre anni dell’Ohio, Lucas Heagren, era stata nascosta sotto il divano da suo padre, ma Lucas l’ha trovata, e si e’ sparato in un occhio. Inizia cosi’ un lungo articolo del New York Times che descrive un altro terribile aspetto del fenomeno delle armi facili in America: i dati ufficiali sulla morte di bambini in incidenti con le armi da fuoco non riflettono la realta’ e nascondono il fatto che si tratta di tragedie che potrebbero essere in larga parte evitate.

Tragedie che accadono nelle abitazioni di famiglie serene, come in case di trafficanti di droga, o di agenti di polizia, in fattorie in campagna o in appartamenti di citta’; sia dove i genitori cercano di tenere nascoste le loro armi, sia dove con grande negligenza le lasciano in giro. Secondo la ricerca condotta dal Nyt su centinaia di casi di morte di bambini, il numero di morti accidentali e’ circa il doppio di quanto indicato dalle autorita’. Il caso di Lucas non e’ stato catalogato come incidente, cosi’ come quello di oltre la meta’ di 259 bambini al di sotto dei 15 anni raccolti nella ricerca in otto stati in cui relativi rapporti sono pubblici.

Quando i medici legali nei loro certificati di morte devono indicare la causa del decesso, possono scegliere tra cinque categorie: omicidio, incidente, suicidio, naturale o non determinata, e molto spesso scelgono la prima, considerando semplicisticamente che quando una persona ne uccide un’altra si tratta appunto di omicidio. Come omicidio e’ stata quindi catalogata ad esempio la morte di William Reddick, di nove mesi, ucciso dal suo fratellino di due anni, che ha trovato la pistola in un cassetto. E allo stesso modo e’ difficile stabilire la portata dei casi di ‘semplici’ ferimenti. Cio’ non di meno, solo nel 2011, ultimo anno disponibili i dati, in tutto il Paese sono stati registrati 847 casi di bambini al di sotto dei 14 anni coinvolti in sparatorie accidentali.

E questo, sottolinea il Nyt, si riflette nelle statistiche che vengono utilizzate nel dibattito su come proteggere i piu’ piccoli, che il giornale definisce innocenti vittime ”collaterali” della facilità di accesso alle armi. La potente National Rifle Association (Nra) ha ad esempio citato il numero ufficiale piu’ basso in una documentazione diffusa quest’anno per opporsi ad una legge pensata per imporre ai possessori di armi di detenerle in un luogo ”sicuro”.

Una restrizione a cui le associazioni di possessori di armi da fuoco si oppongono, affermando che tenere fucili e pistole sotto chiave rende piu’ difficile la possibilita’ di usarli per protezione personale, in caso di necessita’. E in questo quadro la legge non ha grandi effetti. Sono infatti meno di 20 gli stati in cui i genitori che lasciano armi da fuoco in posti alla portata dei bambini sono perseguibili in tribunale.