Usa, bimbo sodomizzato e fotografato senza abiti all’asilo

di redazione Blitz
Pubblicato il 27 marzo 2018 6:10 | Ultimo aggiornamento: 27 marzo 2018 6:26
Un bimbo negli Usa è stato sodomizzato all'asilo

(Foto d’archivio)

DETROIT – Un bambino di 5 anni è stato sottoposto a violenze sessuali e fotografato e filmato con l’iPad da quattro suoi compagni in un asilo nello Stato del Michigan, negli Stati Uniti.

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Fra l’altro, secondo l’accusa della famiglia nei confronti del distretto scolastico del Michigan, dopo essere stato sodomizzato il piccolo era terrorizzato al punto che, per evitare ulteriori molestie, era stato costretto a nascondersi e “coprirsi con delle foglie secche” per non essere visto.

L’episodio risale a quattro anni fa. Nella causa federale contro il Grandville School District si sostiene che quando il bambino “Jimmy Doe” del Century Park Learning Center nel Wyoming, nel Michigan, è stato toccato con la forza, sodomizzato e fotografato dai compagni di classe, il distretto non è intervenuto.

La querela menziona specificamente la maestra d’asilo Hillary Hubert, l’ex sovrintendente distrettuale della scuola di Grandville Ron Caniff, l’attuale sovrintendente Roger Bearup, l’assistente del sovrintendente Scott Merkel e la preside della scuola Tonia Shoup che non sono riusciti a proteggere il bambino o a ritenere responsabili i bulli che lo tormentavano.

Ad aver abusato sessualmente di “Jimmy” nella ricreazione, probabilmente sono stati quattro compagni che l’hanno costretto a posare nudo per delle foto scattate con l’iPad della scuola, come dimostrano i documenti legali.

Secondo la denuncia, segnalata la prima volta dalla Detroit Free Press, i compagni per fare spazio a nuove foto cancellavano le vecchie. Se il bambino non avesse accettato la richiesta dei compagni, sarebbe arrivata puntuale la minaccia che non sarebbe più stato loro “amico” e se avesse fatto la spia, lo avrebbero incolpato dicendo che “l’idea” era stata sua.

I genitori del piccolo sostengono che dopo un mese d’asilo il bambino era cambiato. In autunno, durante un incontro con i genitori, il papà e la mamma di Jimmy, che erano all’oscuro della gravità delle molestie, avevano chiesto alla Hubert di “tenere d’occhio le prese in giro” ma due mesi dopo lo stato emotivo del bambino è continuato a peggiorare.

Hubert aveva risposto che in classe non avevano notato “prese in giro” ma in primavera, finalmente la maestra si era accorta che c’era qualche problema, un compagno del bambino nascondeva l’iPad.

Sequestrato il dispositivo, la maestra aveva visto una serie di foto in cui apparivano i genitali di Jimmy. A quel punto il direttore della scuola ha avvisato la madre della piccola vittima e ha interrogato i compagni, e dice di aver svolto una “indagine accurata” che non ha messo in luce aggressioni o coercizione. I quattro compagni hann o sostenuto che fosse un’idea di Jimmy.

Nella denuncia viene affermato che l’abuso è iniziato nell’autunno del 2014 ed è andato avanti fino ad aprile 2015. I quattro compagni avrebbero portato Jimmy Doe nell’anticamera dell’aula, l’avrebbero toccato e sodomizzato, scattato foto dei genitali indicando al bambino come doveva posare.

La diffusione delle foto ad altri compagni ha portato a continue molestie, costringendo il ragazzo a trovare dei nascondigli sotto l’attrezzatura dei giochi dove si “sarebbe coperto con delle foglie secche, si legge nell’accusa.

In un successivo incontro con l’allora sovrintendente di Grandville Ron Caniff e l’assistente Scott Merkel, ai genitori era stato detto che le foto erano state cancellate e che “se volevano, avrebbero potuto spostare Jimmy in un altro distretto scolastico”, secondo i documenti legali.

Caniff e Merkel “hanno sottolineato che le immagini dovevano essere viste nel contesto della normale curiosità degli asili e sostenevano che se i genitori insistevano nel premere sulla questione, Jimmy sarebbe stato il solo a essere sottoposto a provvedimenti disciplinari poiché era l’unico bambino i cui genitali apparivano sulle foto.

Caniff, che ora è sovrintendente di Kent ISD, ha recentemente rilasciato una dichiarazione respingendo molte delle accuse. “All’epoca ero a Grandville Public Schools, non vi è mai stato alcun sospetto, indicazione o reclamo espressi in merito a contatti fisici inappropriati tra gli alunni coinvolti nell’episodio, né l’indagine ha sollecitato alcuna preoccupazione”.

La mamma del bambino aveva chiesto che le foto non venissero cancellate ma, secondo i documenti legali, la preside Shoup riteneva le foto “pornografiche” per cui i genitori non potevano vederle. Secondo i documenti della polizia, invece, la Shoup aveva contattato gli agenti ma rifiutato di identificare i quattro compagni e aveva sostenuto di aver eliminato le foto.

I quattro compagni che avevano molestato Jimmy alla fine si trovarono in prima elementare, mentre il bambino fu bocciato: un anno dopo era ancora deriso da quei compagni che lo avevano bullizzato.
L’avvocato che rappresenta la famiglia, Anne L. Buckleitner, ha dichiarato a The Daily Beast che “stanno lottando per tornare alla normalità”.