Cronaca Mondo

Salute: Usa, boom di radiazioni da tac per oltre 400 persone

Oltre 400 persone, in soli otto ospedali, di cui sei in California, sono stati esposti a una quantità eccessiva di radiazioni mentre venivano sottoposti ad una Tac con perfusione cerebrale (a mezzo di contrasto per vedere il flusso di sangue al cervello su pazienti con sintomi di ictus).

Tutti i pazienti hanno immediatamente cominciato a perdere i capelli, che sono caduti in modo simmetrico, formando una striscia di circa 10 centimetri, da orecchio a orecchio, intorno alla testa. Lo ha denunciato il New York Times in una lunga inchiesta, secondo cui solo dopo molti mesi, la Food and Drug Administration ha aperto un’inchiesta coinvolgendo gli ospedali e i produttori di macchinari. E dopo 10 mesi dall’avvio dell’ indagine, ancora non è stata presentata alcuna relazione, sempre secondo il quotidiano statunitense.

Gli ospedali in cui si sono registrati i livelli più alti di esposizione alle radiazioni (durante la Tac con perfusione cerebrale) sono quelli di Huntsville, in Alabama e il Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles. Coloro che hanno ricevuto dosi eccessive all’Huntsville, oltre alla perdita di capelli, hanno avvertito mal di testa, perdita della memoria e stato confusionale. Ma dosi così elevate, secondo il New York Times, espongono le persone ad un alto rischio di danno cerebrale e cancro.

Negli ultimi mesi sono stati individuati altri 4 ospedali: la University of Southern California Medical Center, dove un paziente ha ricevuto radiazioni sette volte e mezzo superiori alla media, il Memorial Hospital di Bakersfield, dove 16 persone hanno ricevuto un’overdose di radiazioni fino a cinque volte e mezzo piu’ alte, il South Lake Hospital nella Florida centrale, dove un numero imprecisato di pazienti ha ricevuto il 40 per cento in piu’ di radiazioni rispetto a quelle previste e, infine, un ospedale non identificato a San Francisco. Nel mirino, riferisce il New York Times, ci sono le apparecchiature fornite dalla GE Healthcare, che, con un’elevata dose di radiazioni, consentirebbero di ottenere immagini migliori del flusso sanguigno.

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