Usa, California. Dopo il bando del fois gras i ristoratori lo regalano

Pubblicato il 14 agosto 2012 10:55 | Ultimo aggiornamento: 14 agosto 2012 10:56

Fois gras in gelatina

SACRAMENTO, STATI UNITI – Contro il divieto di vendere il fois gras in California, certi ristoratori che devono smaltire le loro scorte lo regalano. A sollevare il caso è un articolo del New York Times, secondo cui da quando il primo luglio è entrato in vigore il divieto, un numero imprecisato di ristoratori, a parte quelli che lo regalano, continua ancora ad offrire il prelibato pate’ di fegato d’oca ”segretamente”, ovvero senza includerlo nei loro menu.

Aggirando la legge che, appunto, mette al bando la vendita di fois gras, alcuni gestori e proprietari di ristoranti semplicemente lo danno via gratis. E un gruppo di difensori accaniti della pietanza stanno studiando nuove strategie per ‘rifornire’ le loro scorte.

 “Sto ancora smaltendo il mio tesoro”, ha detto Adam Pechal, chef e proprietario di ‘Thir13en’, famoso ristorante di Sacramento. “Il fois gras si congela che e’ una meraviglia. E’ un prodotto magnifico e nella peggiore delle ipotesi posso sempre farmi due ore di macchina e andare a comprarlo in Nevada”.

Anche se in un tono non cosi aperto di sfida – riferisce il Nyt – la maggior parte dei ristoratori aspettano gli esiti di due diversi tentativi di eliminare il bando. Inoltre, molti esprimono dubbi sul fatto che il divieto sia fatto effettivamente rispettare dalle autorita’. “In California – ha detto Rob Black, direttore della Golden Gate Restaurant Association – prima del bando vi erano circa 400 ristoranti che servivano fois gras. La maggior parte di loro si e’ adeguata. Quanti invece lo danno via? Questo non si sa”.

Il divieto di vendere fois gras in California e’ unico nel suo genere. La legge e’ stata approvata per la prima volta nel 2004, dopo le proteste degli animalisti che giudicano crudele la nutrizione forzata dei pennuti per far ingrassare il loro fegato. Dopodichè era stato concesso un periodo di sette anni e mezzo per adeguarsi alla nuova normativa, effettiva dallo scorso primo luglio.