Usa, nel weekend 5 morti a Chicago, la città più violenta degli Stati Uniti

Pubblicato il 23 settembre 2013 10:52 | Ultimo aggiornamento: 23 settembre 2013 10:52
Vittima di una sparatoria a Chicago

Vittima di una sparatoria a Chicago

CHICAGO, STATI UNITI – Ancora sangue a Chicago: da venerdi’ le sparatorie in citta’ hanno fatto cinque morti e otto feriti, inclusa una ragazza di 16 anni. Le sparatorie sono avvenute quasi tutte nell’area povera della citta’ nel South Side, confermando la reputazione di Chicago come la citta’ piu’ violente d’America e con il tasso di omicidi piu’ elevati.

Le due notti di violenza nel week end seguono la strage nel campo da basket dei giorni scorsi e quella al Navy Yard di Washington, riaprendo il dibattito sulle armi. Il presidente Barack Obama, che ha partecipato a un servizio di commemorazione per le vittime del Navy Yard vestendo ancora una volta i panni del ‘consoler in chief’, torna a ribadire la necessita’ di una normativa piu’ stringente sul controllo delle armi.

”Non possiamo mollare fino a che i nostri figli potranno andare a scuola e camminare per strada senza il timore di essere colpiti da un proiettile. Solo tre giorni fa, nella mia citta’ a Chicago, 13 persone sono state colpite durante una partita di basket, incluso un bambino di tre anni”. ”Oggi – ha spiegato Obama intervenendo a Washington al Congressional Black Caucus – vedo le famiglie delle vittime in questa citta’ che provano lo stesso dolore delle famiglie di Newtown, Aurora, Tucson, Chicago e New Orleans, persone che qualche volta hanno perso i loro cari senza avere titoli da prima pagina o grida di protesta pubbliche”.

Alle parole di Obama si contrappongono quelle del vice presidente della Nra (National Rifle Association), la potente lobby delle armi, Wayne LaPierre. La sparatoria al Navy Yard e’ stata possibile perche’ ”non c’erano abbastanza guardie armate”: ”quando ci sono abbastanza brave persone armate, gli altri”, i cattivi armati, ”vengono fermati”. Una dichiarazione simile a quella pronunciata da LaPierre dopo la tragedia di Newtown, la scuola della strage in Connecticut, e che gia’ allora aveva sollevato critiche. Le basi militari americane – mette in evidenza infine LaPierre – sono lasciate per la gran parte non protette e questo le rende suscettibili ad attacchi, come quello avvenuto la scorsa settimana.