Usa, via libera della Corte Suprema alla prima esecuzione federale dopo 17 anni

di redazione Blitz
Pubblicato il 14 Luglio 2020 13:30 | Ultimo aggiornamento: 14 Luglio 2020 13:30
Negli Usa la Corte Suprema ha dato il via libera alla prima esecuzione federale dopo 17 anni

Usa, via libera della Corte Suprema alla prima esecuzione federale dopo 17 anni (Foto Ansa)

Via libera della Corte Suprema americana alla prima esecuzione federale dal 2003.

La decisione della Corte Suprema Usa è arrivata poche ore dopo che un giudice distrettuale aveva bloccato e rinviato la esecuzione in una prigione federale dell’Indiana di un condannato nel braccio della morte. 

L’uomo, Daniel Lewis Lee, è un suprematista bianco. E’ stato condannato per avere torturato e ucciso un commerciante di armi, la moglie e la figlia di otto anni nel 1996 in Arkansas.

La sua esecuzione era inizialmente prevista per lo scorso dicembre, ma era poi stata posticipata. 

Earlene Peterson, madre della donna e nonna della bimba uccise, si è sempre opposta alla esecuzione, riferisce la Cnn. 

La moratoria

A livello federale la moratoria delle esecuzioni federali era scattata nel 2003, sotto l’amministrazione di George W.Bush.

Da allora non c’era stata più alcuna iniezione letale nei confronti di detenuti nel braccio della morte delle prigioni federali. 

Si tratta di detenuti condannati da una corte federale per i reati più gravi: tradimento, spionaggio, omicidi plurimi e particolarmente efferati, come l’assassinio di bambini.

Attualmente sono oltre 60 i detenuti nel braccio della morte delle prigioni federali, la maggior parte in cella nel Federal Correction Complex di Terre Haute, in Indiana.

Tra loro, l’attentatore della maratona di Boston Dzhokhar Tsarnaev e il suprematista bianco della strage di Charleston Dylann Roof.

La decisione della Corte Suprema

“Annulliamo l’ingiunzione preliminare della Corte distrettuale in modo che le esecuzioni possano procedere come previsto”, ha stabilito la Corte Suprema, in riferimento a quattro esecuzioni programmate.

Era stato il giudice distrettuale Tanya Chutkan a sospendere le esecuzioni per consentire un ricorso sull’iniezione letale che doveva essere utilizzata proprio in quelle circostanze. (Fonti: Agi, Ansa, Cnn)