Usa, crisi: a New York la pizza costa meno e batte l’hamburger, 99 centesimi contro un dollaro

Pubblicato il 24 Marzo 2010 17:25 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2010 20:47

La crisi economica a New York si riflette anche sul fast food. All’americanissimo hamburger subentra infatti l’italianissima pizza. Nella Grande Mela infatti la fetta di pizza da 99 centesimi ruba lo scettro di cheap food più diffuso all’hamburger da un dollaro. Un centesimo di meno: la crisi e tutto fa brodo.

In questo periodo di bassi consumi, dove anche un piccolo risparmio fa la differenza, la pizza segue la strada tracciata già da diversi anni dalle principali catene di fast food, da McDonald a Burger King, passando per Wendy.

Secondo i consumatori di pizza al taglio della Grande Mela, c’è una grossa differenza rispetto alla polpettina di carne tritata: mentre è difficile avere grandi pretese quando si acquista un hamburger a un dollaro, la pizza è sempre buona. Non ci si può aspettare carne di buona qualità nell’hamburger da 99 centesimi, considerando che per averne uno di buona qualità bisogna sborsare 10 dollari.

Così, nella città dove un’omelette (con tartufo, è vero) può arrivare a costare anche mille dollari, la fetta di pizza da meno di un dollaro spopola e conquista anche i più scettici nei confronti degli alimenti a buon mercato.

«Per un dollaro – spiega un passante che ha appena comprato un trancio di pizza nei pressi di Times Square, in mezzo alla calca dell’ora di punta – non si può far altro che comprare carne scadente e piena di sostanze dannose per la salute. Meglio la pizza, si sa con cosa è fatta».

Non a caso i chioschi/pizzeria si stanno diffondendo a macchia d’olio anche nella New York bene, come nell’Upper East Side, a due passi dalle townhouses più eleganti di Park Avenue. La catena 99c Fresh Pizza è tra i pionieri e ora possiede cinque punti vendita oltre ad un sesto di prossima apertura.

«I nostri margini di guadagno sono minimi – spiega Abdul Mohammad, proprietario di 99c Fresh Pizza -, ma in compenso abbiamo tantissimi clienti. Apriamo molto presto e chiudiamo solo quando siamo sicuri che non si ferma più nessuno. Le spese rimangono relativamente contenute: i nostri negozi si trovano in piccoli spazi dove l’affitto non è alto pur trovandosi in quartieri con un’alta concentrazione di persone – prosegue Mohammad-. In media sforniamo 400 teglie, ma se ne vendessi solo una ventina non potrei pagare l’affitto».

Rispetto alle tante pizzerie della Grande Mela, i prezzi sono competitivi. Lo conferma il fatto, spiega sempre Mohammad, che «I clienti raramente si accontentano di una sola fetta e spesso per otto dollari acquistano l’intera pizza». In una regolare pizzeria a Manhattan una margherita costa in media dodici dollari, più tasse e mancia.

L’idea della fetta di pizza a meno di un dollaro sta perciò interessando anche le grandi catene americane come Pizza Hut e Domino Pizza. Per ora solo la Papa John’s, considerata tra le più care negli Usa, propone il trancio a 99c. Ma a sentire i newyorchesi che corrono al lavoro, è meglio il chiosco della produzione industriale.