Usa-Cuba. Principali tappe della normalizzazione dei rapporti dal 17 dicembre

Pubblicato il 21 luglio 2015 10:16 | Ultimo aggiornamento: 21 luglio 2015 10:16
La bandiera cubana al Dipartimento di Stato

La bandiera cubana al Dipartimento di Stato

USA, WASHINGTON – Dopo decenni di tensione e incomprensioni, i rapporti bilaterali Usa-Cuba sono entrati molto velocemente in una sorta di ‘anno zero’. Tutti i fronti, dalla politica agli affari, sono in movimento a partire dall’annuncio della svolta di cinque mesi fa.

Ecco le principali tappe della normalizzazione delle relazioni tra i due storici rivali, processo che deve però ancora superare alcuni ostacoli.

— 17 dicembre – E’ il giorno della svolta, a sorpresa, del disgelo diplomatico. “Todos somos americanos”, siamo tutti americani, afferma Barack Obama. In contemporanea anche Raul Castro rende noto il ‘deshielo’ con Washington, archiviando di fatto l’era Fidel. Sia Washington sia L’Avana sottolineano la mediazione chiave di papa Francesco. —

– -19 dicembre – Obama: “E’ ancora presto per “parlare di un mio viaggio a Cuba. Ma sono ancora abbastanza giovane, e immagino che un giorno ci andro’…”

— 20 dicembre – Raul ringrazia Obama per il “nuovo capitolo” nei rapporti, ma ribadisce che L’Avana restera’ comunista.

— 15 gennaio – Via libera di Washington alle nuove regole per il commercio e i viaggi verso l’isola. Vengono cancellate gran parte delle restrizioni in vigore.

— 20 gennaio – Nel discorso sullo Stato dell’Unione Obama sottolinea che “il Congresso dovrebbe iniziare a lavorare per mettere fine all’embargo”.

— 21 gennaio – Primo round negoziati, all’Avana. A guidare il colloqui sono due diplomatiche, Roberta Jabocson e Josefina Vidal. Al centro la riapertura delle rispettive ambasciate. Divergenze su rispetto diritti umani da parte dell’Avana.

— 25 gennaio – Parla Fidel: “Non ho fiducia nella politica Usa e non ho scambiato una parola con loro”, scrive in una lettera, precisando che Raul ha compiuto comunque “passi pertinenti” sulla base delle sue “prerogative e facolta’”.

— 16 marzo – Secondo round trattative, a Washington. Sempre in primo piano la riapertura delle rispettive ambasciate. Ombra su colloqui per crisi Venezuela, Paese grande amico dei Castro.

— 10 aprile. Storico colloquio nella notte a Panama tra il segretario di Stato John Kerry e il ministro degli esteri cubano Bruno Rodriguez. Telefonata tra Obama e Raul.

— 11 aprile – E’ il giorno dello storico faccia a faccia tra Barack Obama e Raul Castro a Panama durante il Vertice delle Americhe.

— 14 aprile – Obama da’ il suo ok alla rimozione di Cuba dalla lista nera dei Paesi che sostengono il terrorismo.

— 5 maggio – Gli Usa approvano l’inizio di servizi regolari di traghetti e di voli dall’inizio di luglio.

— 20 maggio – Tornano all’Avana le barche da regata americane.

— 22 maggio – Si conclude il quarto round di colloqui con la dichiarazione che ci sono stati “progressi.

— 29 maggio – Gli Usa tolgono l’Avana dalla lista nera dei paesi che sponsorizzano il terrorismo, la condizione posta da Cuba per giungere alla nomina di ambasciatori.

— 20 luglio – Grande festa per l’apertura dell’ambasciata cubana a Washington. Allo scattare della mezzanotte, la svolta che pochi avrebbero immaginato anche solo un anno fa è diventata realtà.

Stati Uniti e Cuba non solo sono tornati a parlarsi, ma hanno riaperto le rispettive ambasciate a Washington e all’Avana in quella che e’ da questo punto in poi la ‘data simbolo’ del disgelo voluto da Barack Obama e da Raul Castro che ha portato a ristabilire le relazioni diplomatiche interrotte nel 1961. Dopo oltre 50 anni al dipartimento di Stato torna così la bandiera cubana tra quelle dei Paesi con cui gli Stati Uniti mantengono relazioni diplomatiche.