Usa-Cuba. Vecchio edificio sul Malecon sarà l’ambasciata Usa all’Avana

Pubblicato il 25 luglio 2015 11:31 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2015 12:22
Il Malecon all'Avana

Il Malecon all’Avana

Un vecchio edificio di otto piani sul bellissimo Malecon, il lungomare dell’Avana: e’ questa la sede della sezione di interessi degli Usa a Cuba, destinata a diventare l’ambasciata di Washington nell’isola comunista. La sede venne inaugurata nel 1953, chiusa dopo la ‘revolucion’ e la rottura delle relazioni nel 1961, e riaperta nel 1977 dopo un accordo Usa-Cuba per la riapertura appunto della ‘seccion de intereses’ nell’ambito, ufficialmente, della rappresentanza diplomatica della Svizzera.

Commentando il significato che per i cubani ha il mastodontico edificio, il sito web di Yoani Sanchez lo ha definito un luogo “circondato da custodi e da desideri.. quando eravamo piccoli ci portavano la’ davanti per protestare contro ‘l’aggressione dell’imperialismo’, poi ci siamo andati a chiedere i visti”.

Quella sul Malecon e’ una sede diplomatica emblema delle tensioni bilaterali degli ultimi decenni: nel 2006, davanti all’edificio Fidel Castro fece installare decine di aste sulle quali sventolavano bandiere cubane, per impedire a chi ci passava davanti di avere una visione completa della facciata della sede.

Castro rispose cosi’ a quanto los ‘americanos’ avevano a loro volta fatto qualche giorno prima sfidando apertamente le autorita’: ai piani superiori dell’edificio venne piazzato un enorme pannello luminoso sul quale scorrevano notizie e frasi di personaggi quali Abramo Lincoln, Mahatma Gandhi, Lech Walesa e Martin Luther King. All’ allestimento prese parte lo stesso ‘lider maximo’ insieme ad una folla di cubani che inalberarono cartelli con le foto delle vittime dello sbarco alla Baia dei Porci nel 1961, di un attentato dinamitardo del 1976 a un aereo cubano, di una serie di esplosioni in alberghi alla fine degli anni ’90 e di altri eventi attribuiti agli Usa.

Sia il grande cartellone ‘Made in Usa’ sia le bandiere – scomparse ormai qualche tempo fa – rappresentano quindi uno dei tanti capitoli della guerra di propaganda tra Cuba e gli Usa prima dello sbocciare del disgelo bilaterale lo scorso 17 dicembre. E in realta’ la ‘Sezione degli interessi degli Stati Uniti (Sina)’ dell’Avana e’ stata una sorta di ‘termometro’ per misurare le oscillazioni nei rapporti Washington-L’Avana: nel luglio del 2010 la missione inizio’ per esempio a ricevere i familiari di alcuni oppositori detenuti per informarli sui meccanismi per entrare negli Stati Uniti.

Ed e’ il luogo dove migliaia di cubani si recano per avere un visto d’ingresso agli Usa invitati da un familiare. L’edificio e’ vigilato dalle camere e dal personale della sicurezza Usa, con modalita’ peraltro non diverse da quelle di altre rappresentante diplomatiche statunitensi nel mondo. Dai prossimi giorni ci sarà una graduale diminuzione della sorveglianza dell’edificio e il ‘check’ dei visitanti passerà nelle mani dei diplomatici Usa, i quali potranno circolare liberamente in lungo e in largo nell’isola.