Usa, la Disney punta alle neomamme con una campagna “culla a culla”

Pubblicato il 7 Febbraio 2011 19:30 | Ultimo aggiornamento: 7 Febbraio 2011 19:44

NEW YORK – Negli Stati Uniti si è aperta la caccia alle neo-mamme, a quelle uscite da poche ore dalla sala parto: a battere i reparti di maternità sono centinaia di impiegati della Disney che informano le puerpere sulla bonta’ dei prodotti Disney e le catturano regalando…comode tutine in cambio di un indirizzo e-mail.

Con questa inedita strategia di comunicazione ”culla a culla” la Disney ha deciso di attaccare il mercato dei neonati con un’originale campagna di promozioni che ha lo scopo di fidelizzare mamme e bebé per trasportarli poi, senza soluzione di continuità, fin dentro il mercato pre-scolare dove la Disney non ha rivali. Si tratta di una scelta complessa e rischiosa per la Walt Disney Company, che comunque, silenziosamente, lo scorso gennaio ha avviato il suo progetto: la Disney baby.

In 580 reparti di maternita’ di altrettanti ospedali americani è avvenuto il lancio. Con dimostrazioni accanto alla culla, gli impiegati Disney (quasi tutti parlano anche lo spagnolo per non perdere il mercato dei ”latinos”) blandiscono le mamme snocciolando dati sulla bonta’ e la qualita’ dei prodotti Disney. Alla fine della dimostrazione, incassato il regalino, le neo-mamme avranno firmato un consenso a ricevere mail informative della DisneyBaby.com.

Almeno 200 mila tutine saranno distribuito entro maggio quando online su Amazon.com partirà la vendita di ben 85 modelli al prezzo di lancio di 9,99 dollari al paio. In rapida successione i prodotti Disney saranno commercializzati anche nei negozi. Per la Disney si tratta di una scommessa, anche perche’ la casa americana è reduce da un doloroso flop: negli anni scorsi aveva lanciato la linea Baby Einstein che produceva video e giocattoli. Il concetto di fondo era basato sul fatto che questi giocattoli erano altamente educativi e avrebbero fatto diventare dei piccoli geni i bambini. La linea Baby Einstein fu attaccata da diverse organizzazioni per la tutela dei minori che dimostrarono come la campagna fosse ingannevole. I bambini non miglioravano le loro prestazioni intellettuali. Oggi la casa americana ha metabolizzato il fallimento della Baby Einstein e si e’ lanciata in una nuova avventura.

Ma già si è aperto un dibattito sull’opportunità di questo tipo di campagne tra le culle: crescono gli interrogativi sulla mancanza di privacy per le neo-mamme e sul fatto che promozioni come questa vanno ad aggredire le famiglie in un momento di particolare vulnerabilita’ psicologica.