Usa. Finisce l’era post 11 settembre, parlamento limita poteri Nsa

Pubblicato il 4 Giugno 2015 9:26 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 9:26
Il quartier generale dell' Nsa

Il quartier generale dell’ Nsa

USA, WASHINGTON – Due anni dopo le prime rivelazioni della ‘talpa’ del Datagate Edward Snowden, il Senato degli Stati Uniti ha infine approvato il Freedom Act, una legge che toglie alla National Security Agency (NSA) la possibilità di rastrellare indistintamente i dati telefonici di milioni di americani e di conservarli per anni nei suoi database. Per la Nsa finisce quindi l’era post 11 settembre 2001, hanno commentato in molti, ma non e’ stato facile.

Il voto definitivo – e la firma di Obama, che ha plaudito soddisfatto – e’ arrivato al termine di un lungo braccio di ferro, che ha prodotto una spaccatura all’interno del partito repubblicano. Il testo di legge e’ stato infatti approvato con un’ampia maggioranza bipartisan alla Camera, ma al Senato si era arenato.

Respinto nella sua prima stesura alla vigilia di una pausa del Congresso, si era arrivati perfino a lasciare scadere quella parte del Patriot Act che regolava la materia creando un temporaneo voto legislativo senza precedenti.

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Eppure alcuni senatori repubblicani avevano tentato di ottenere il rinnovo delle parti del Patriot Act in scadenza, almeno temporaneo, ma a guidare il fronte del ‘No’ era sceso in campo in prima fila proprio un senatore repubblicano, Rand Paul, che ha tra l’altro annunciato gia’ da tempo la sua candidatura alla Casa Bianca per le elezioni del 2016. Con vigore, ha dichiarato battaglia alle intrusioni del governo nella vita privata degli americani da ‘libertario’ quale si professa, bloccando di fatto il voto in aula con un lungo intervento.

Mettendo il bastone tra le ruote anche al leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, che aveva a sua volta cercato di bloccare il Freedom Act con una serie di emendamenti, affinché tornasse alla Camera, che invece lo aveva approvato con un’ampia maggioranza bipartisan. Il suo scopo era di spingere per modifiche tali da eliminare nel teso i limiti alle attività di sorveglianza elettronica previsti nella legge.

Risultato: un duro braccio di ferro che non ha mancato di suscitare l’irritazione di Obama, con la Casa Bianca che invitava ancora una volta al buon senso, tanto più che l’input per il ‘nuovo corso’ post 11 settembre era partito proprio dalla Casa Bianca. Alla fine tutti gli emendamenti presentati sono stati respinti e cosi’ il testo e’ stato infine approvato, mercoledi in tarda serata, con 67 voti a favore e 32 contrari. E Obama ha twittato: “Sono felice che il Senato ha approvato l’USA Freedom Act, perchè protegge le liberta’ civili e la nostra sicurezza nazionale”.