Usa: “ghetti” per pedofili. Non possono vivere vicino a scuole, parchi e dovunque siano bimbi

Pubblicato il 1 Ottobre 2009 15:57 | Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre 2009 16:03

In Florida a causa di una legge molto severa i pedofili in libertà vigilata non possono stare vicino ai posti in cui ci sono dei minorenni e sono costretti a vivere sotto ai pilastri di un ponte.

Homer Barker, 43 anni, ha passato sedici anni in prigione per aver violentato una bambina di 12 anni. Nel 1992 venne condannato anche per il tentato stupro di una bambina di 10 anni. Nel gennaio del 2008 è riuscito ad ottenere la libertà vigilata ed è costretto a portare un braccialetto elettronico che ne segnala tutti gli spostamenti. La legge della Florida è giudicata come una delle più dure per i sex offenders; la “Miami Dade County” dal 2005 infatti obbliga tutti i pedofili di stare lontano almeno 750 metri dalle scuole, parchi, campi da gioco, biblioteche e qualsiasi altro luogo pubblico dove venga segnalata la presenza di minorenni.

L’ordinanza ha lasciato poche scelte a chi usciva dal carcere in semilibertà: niente case, niente chiese, niente cure. Homer Barker ed altri come lui, si sono lasciati “indirizzare” dalle autorità dello Stato americano: l’unico posto in cui possono vivere è una bidonville sotto uno dei pilastri della Julia Tuttle Causeway, uno dei ponti che tagliano la laguna collegando Miami Beach alla terraferma.

Julio di anni ne ha 62, ma nel campo è arrivato da appena un mese. Anche lui è stato giudicato come pedofilo; si è fatto un decennio dietro le sbarre per aver stuprato una dodicenne: «Le condizioni sono terribili, non ho nulla, non ci danno nulla, viviamo come selvaggi ».
Il campeggio è cresciuto dal nulla all’ombra di grattacieli e ville miliardarie, fatto di tende strappate e miserabili capanne di cartone, tanfo di urina, escrementi e marciume, senz’acqua corrente, luce e fognature; qui ci vivono una settantina di pregiudicati per reati sessuali.

Isaias è un altro di loro; Isaias è un ex Marine che ha scontato cinque anni di galera. In libertà vigilata vive sotto la Julia Tuttle Causeway da più di due anni: «Non posso tornare da mia moglie e mia figlia, vorrei avere una vita normale, poter essere nuovamente un membro produttivo della società, ma questa chance mi viene negata». È lo stesso pensiero che tormenta Homer Barker: «Ho passato tutti quegli anni in prigione, perché non ho diritto a una nuova vita? Non hanno cuore, né coscienza».

Le autorità della Florida si difendono e raccontano di aver «salvato l’innocenza di molti bambini» come racconta Pepe Diaz, vicecommissario della contea. Pur riconoscendo che quello sotto il ponte «non è un modo di vivere per nessuno», Diaz aggiunge che non c’è alcuna ragione di cambiare la legge, visto «che ci sono nella contea posti a sufficienza per vivere legalmente. Secondo invece uno studio della Civil Liberties Union, la Miami-Dade avrebbe appena 15 appartamenti disponibili per i molestatori sessuali, per un affitto mensile inferiore a 1.000 dollari, quindi non ci sarebbero luoghi per ospitare tutti.

La legge è nata sulla spinta del miliardario Ron Book. Fu lui che da una tragedia personale, l’abuso di sua figlia da parte di una babysitter, lanciò otto anni fa la crociata che poi avrebbe portato alle restrizioni: «Dormo molto bene la notte, ora che ho reso la nostra comunità più sicura. Quelle misure hanno valore e sono importanti. Chi esce di prigione dopo aver commesso un atto sessuale contro un bambino non può avere il diritto di vivere dove vuole».
L’esempio della Florida intanto ha fatto scuola: il mese scorso a Marietta, un sobborgo di Atlanta in Georgia, ha istituito delle severe limitazioni di residenza per i pedofili. Un piccolo gruppo di sex offenders della zona è stato mandato a vivere in un bosco dagli assistenti sociali responsabili del loro controllo.