Usa.Pantere Nere: liberato membro, 71 anni, in prigione ingiustamente 40 anni

Pubblicato il 3 ottobre 2013 18:24 | Ultimo aggiornamento: 3 ottobre 2013 18:47
Herman Wallace

Herman Wallace

BATON ROUGE, STATI UNITI – Dimenticate dalla storia, incredibilmente dopo 50 anni si torna a parlare delle Pantere Nere. Un giudice della Louisiana ha ordinato la liberazione di un detenuto di 71 anni, Herman Wallace, ex membro del gruppo radicale combattente, malato terminale, che fu condannato all’ergastolo per l’omicidio di una guardia carceraria e da allora ha trascorso 40 anni in una cella di isolamento. Secondo quanto ha stabilito il giudice Brian Jackson, la sentenza di condanna emessa nei suoi confronti e’ incostituzionale perche’ al suo processo della giuria non faceva parte alcuna donna, e pertanto ha ordinate la sua liberazione.

Alcuni mesi fa, a Wallace e’ stato diagnosticato un tumore al fegato, e secondo alcune fonti non gli rimangono che alcune settimane di vita. La sua vicenda e quella di altri due detenuti a loro volta membri delle Pantere Nere e come lui condannati al carcere a vita per lo stesso omicidio e rimasti da allora in isolamento, ha nel corso degli anni attirato l’attenzione di diversi gruppi per la difesa dei diritti civili.

Il loro caso e’ divenuto noto come quello dei ‘tre del carcere Angola’, dal nome della prigione in Louisiana dove sono stati detenuti e dove – quando vennero accusati dell’omicidio di una guardia bianca, che hanno sempre negato – stavano scontando una condanna per rapina. Uno dei tre, Robert King, e’ stato rilasciato nel 2001, mentre il terzo, Albert Woodfox, e’ rimasto in isolamento cosi’ come Wallace, con un’ora d’aria al giorno. Il procuratore di Baton Rouge, Louisiana, Hillar Moore, ha fatto sapere che presentera’ appello contro la decisione del giudice Jackson di liberare Wallace.

Negli anni Sessanta, all’inizio della guerra in Vietnam e dei movimenti pacifisti per i diritti civili di Martin Luther King e di Malcom X, si chiamarono “Il partito delle pantere nere per l’autodifesa”. Poi, semplicemente le ‘Pantere Nere’. Obiettivo della storica organizzazione rivoluzionaria afroamericana marxista degli Stati Uniti fondata a Oakland in California nel 1966, per iniziativa di due ex-compagni di scuola, Huey P. Newton e Bobby Seale, era sviluppare ulteriormente il movimento di liberazione degli afroamericani.

Ma non esclusivamente con i metodi non violenti del reverendo King. Le ‘pantere’ sostenevano una ‘guerra rivoluzionaria’ per i neri e per tutti gli oppressi. Per questo praticarono il principio della ‘autodifesa’ tramite il ‘pattugliamento’ delle strade: con armi ben in vista per prevenire possibili attacchi armati della polizia. Finito immediatamente nella lista nera delle autorita’ americane che impiegarono ogni mezzo per screditarlo, il movimento si disintegro’ nella seconda meta’ degli anni Settanta.

Per Edgar Hoover, l’inflessibile direttore del’ Fbi, l’organizzazione delle ‘Pantere nere’ era “la piu’ grande minaccia alla sicurezza nazionale americana”. Figura storica del movimento delle ‘Black panther’ e’ Angela Davis che, vissuti in prima persona i drammi del razzismo del profondo Sud, si dedico’ alla lotta politica aderendo al partito comunista. La Davis e’ nota per il suo legame con i ‘Fratelli di Soledad’: tre detenuti neri accusati di aver ucciso una guardia. Una vicenda per cui fu processata. La Davis è sata processata per l’omicidio di un giudice ma è andata assolta.