Usa, lo spettro del Ku Klux Klan dietro gli incendi delle chiese dei neri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 luglio 2015 7:00 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2015 14:20
Usa, lo spettro del Ku Klux Klan dietro gli incendi delle chiese dei neri

Mount Zion African Methodist Episcopal Church di Greeleyville

USA – Lo spettro del Ku Klux Klan dietro gli incendi delle chiese dei neri. Nella settimana successiva alla strage alla Emanuel African Methodist Episcopal Church di Charleston, in South Carolina, l’Fbi sta indagando su 7 incendi che hanno colpito altrettante ‘black church’ in diversi stati del sud degli Usa, nel tentativo di determinare se si tratta di eventi collegati.

Per tre dei cinque roghi in Tennessee, Sud Carolina, North Carolina e Georgia, è stata confermata l’origine dolosa, mentre si continua ad indagare sugli altri due, che però sembrerebbero accidentali. Guido Olimpio sul Corriere della Sera analizza questa allarmante recrudescenza, una specie di deja-vu da incubo nella storia della segregazione prima e del contrasto all’estensione dei diritti civili, poi.

L’ultima ridotta in cenere è stata la Mount Zion African Methodist Episcopal  Church di Greeleyville, un centinaio di chilometri da Charleston, in South Carolina. L’incendio l’ha divorata, consumata, lasciando in piedi solo le pareti. La comunità di colore si è affidata agli investigatori. Ferita e scossa, anche perché la chiesa era già stata distrutta nel 1995. Allora non c’erano stati dubbi sulle cause. Il sito religioso era stato colpito da un atto doloso, non isolato.

Nel periodo di due anni ben 30 le chiese cancellate da mano criminali (e razziste) che avevano agito in numerose parti del sud degli Stati Uniti.  Questa volta potrebbero non essere coinvolti gli incappucciati «bianchi». I vigili del fuoco sostengono che la notte dell’incendio c’è stato un temporale forte ed un fulmine potrebbe aver innescato la prima scintilla. (Guido Olimpio, Corriere della Sera)

L’Fbi sta lavorando con le autorità locali “per determinare i responsabili e le motivazioni che stanno dietro agli incendi”, ha spiegato il portavoce dell’agenzia federale, Paul Bresson, ai media statunitensi. Al momento, tuttavia, “non si sa se ci siano ragioni per collegare gli episodi tra di loro”.

Il primo incendio doloso si è verificato il 21 giugno alla College Hill Seventh Day Adventist di Knoxville, in Tennessee, mentre due giorni dopo è stata data alle fiamme la God’s Power Church of Christ di Macon, Georgia. E ancora, il 24 giugno, è stata la volta della Briar Creek Road Baptist Church di Charlotte, in Nord Carolina, dove il fuoco ha causato oltre 250 mila dollari di danni. Negli altri casi sembra che le fiamme siano scoppiate accidentalmente, ma le autorità stanno svolgendo ulteriori indagini.