Usa. Dalla strage di Batman a Wisconsin, un’estate di sangue

Pubblicato il 22 Ottobre 2012 11:11 | Ultimo aggiornamento: 22 Ottobre 2012 11:19
Polizia accorre sulla scena del massacro a Brookfield

NEW YORK, STATI UNITI  – La sparatoria sulla folla in una domenica di ottobre nel centro commerciale di Brookfield, alla periferia di Milwaukee, Wisconsin, con un bilancio di 3 morti oltre al killer, e’ l’ennesimo episodio di una lunga serie di fatti di sangue che hanno flagellato l’estate americana.

Ultima, in ordine temporale, la sparatoria di fronte all’Empire State Building, quando il 24 agosto un uomo, licenziato da un anno, per sfogare la rabbia non ancora sbollita ha sparato al suo capo, uccidendolo, esplodendo poi altri colpi contro passanti e turisti seminando il panico in uno dei tratti piu’ affollati di Midtown Manhattan.

Nel corso dell’estate appena passata c’e’ stata la strage al cinema di Aurora, quella nel tempio Sikh, la sparatoria in Texas e il week end di fuoco a Boston. Tragedie estive che allungano ancora la storia di violenze negli Usa, con teatro soprattutto le universita’ americane: da Columbine a Virginia Tech. Massacri apparentemente senza motivo. Il piu’ recente, che ha scioccato l’America, e’ quello al cinema di Aurora, a Denver, durante la prima di Batman, il 20 luglio scorso: James Holmes, vestito da Joker, entra in sala e spara all’impazzata sulla folla. Il bilancio e’ di 12 morti.

Solo 15 giorni dopo, il 5 agosto, l’ennesima follia: un ex militare specialista di guerra psicologica, musicista di un rock band di skinhead razzisti e xenofobi, Wade Michael Page, fa irruzione nel tempio sikh di Oak Creek in Wisconsin, uccidendo 6 persone e ferendone altre tre prima di togliersi la vita. Una scia di sangue che continua nelle settimane seguenti, con una sparatoria in un locale notturno a Wickburg, dove perdono la vita 3 persone. E’ poi la volta di Boston: una fine settimana, quello del 12 agosto, fatto di sparatorie che lasciano tre morti e diversi feriti.

Il giorno successivo, il 13 agosto, un uomo apre il fuoco vicino all’universita’ del Texas: il bilancio e’ di tre morti, fra cui l’aggressore. Il 2012 registra anche altri due episodi di violenza. Uno in California, quando un ex studente entra in una classe della Oykos University, una piccola universita’ cristiana di Oakland, e apre il fuoco sui suoi ex colleghi. Il conto e’ di sei morti e tre feriti. L’altro in Ohio, dove nell’affollata caffetteria della Chardon High School, vicino Cleveland, Ohio, un ragazzo spara cinque colpi: il bilancio e’ tre morti.

Fino a domenica ed alla sparatoria alla cieca nel centro commerciale di Brookfield. Episodi che tornano ad agitare lo spettro e a ravvivare l’incubo di massacri storici che hanno caratterizzato la storia americana. Quello piu’ tragico al Virginia Tech nel 2007: un killer apre il fuoco in due diverse aree del complesso e uccide due persone in un dormitorio e altre 30 in un edificio dove erano in corso le lezioni. L’altra tragedia risale al 1999: il teatro e’ la Columbine High School di Denver (Colorado), dove Eric Harris, 18 anni, e Dylan Klebold, 17, aprono il fuoco e uccidono 12 loro compagni e un insegnante prima di togliersi la vita.

Virginia Tech torna a rivivere l’incubo del 2007 nel dicembre 2011: una sparatoria all’interno del complesso fa due vittime, un agente e il killer. Il 2005 e il 2006 sono altri due anni neri: il 21 marzo 2005, in una riserva indiana del Minnesota, un ragazzo di 16 anni uccide il guardiano e poi spara su compagni di scuola e insegnanti del liceo Red Lake High School, situato nella riserva, uccidendo sei persone e ferendone 14 prima di suicidarsi.

Le vittime appartenevano alla tribu’ Chippewa. Prima di compiere l’incursione nella scuola, il ragazzo aveva ucciso il nonno e la sua compagna. L’anno successivo, il 2 ottobre 2006, un uomo prende in ostaggio alcuni studenti della scuola di Nickel Mines, un villaggio amish della contea di Lancaster, Pennsylvania, fa uscire i ragazzi e lega le ragazze con funi e manette. Quindi uccide cinque giovani alunne e ne ferisce altre cinque, per poi suicidarsi.