Usa, nel Grand Canyon salta il divieto alle bottigliette di plastica

Pubblicato il 10 Novembre 2011 22:46 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2011 22:53

WASHINGTON, 10 NOV – Un piano ecologico per la messa al bando delle bottigliette d’acqua di plastica nelle splendide valli del Grand Canyon e’ stato bloccato all’ultimo momento. Tutto era pronto per l’annuncio ma – secondo quanto scrive il New York Times – l’improvviso stop e’ arrivato in seguito alle fortissime pressioni della potentissima lobby della Coca-Cola.

Il gigante del settore delle bibite, infatti, non solo vende sotto altra marca – la Dasani – bottiglie d’acqua, ma ha donato nel tempo piu’ di 13 milioni di dollari alla ‘National Park Foundation’ che sovraintende anche al Grand Canyon.

Ogni anno solo nel parco del Grand Canyon vengono vendute bottiglie d’acqua per un valore di 400.000 dollari. Ma dal punto di vista ambientale proprie queste bottiglie rappresentano piu’ del 30% della spazzatura prodotta dal parco.

Capofila del progetto per bandire le vendite era stato Stephen Martin, vicedirettore del Grand Canyon, che pero’ si e’ dovuto arrendere. Due settimane prima dell’annuncio, infatti, ha ricevuto la comunicazione che il piano era stato accantonato.

A decidere il blocco – racconta sempre il New York Times – sarebbe stato Jon Jarvis, il numero uno del parco, dopo una conversazione con i responsabili della Fondazione nazionale Parchi, quella fortemente finanziata dalla Coca Cola.

Susan Striblin, portavoce della azienda di bibite, ha commentato: ”Mettere al bando qualsiasi cosa non risolve i problemi, che vanno affrontati invece con piu’ attrezzature per il riciclo”. Ma per Stephen Martin, ”e’ triste osservare che un progetto dai fondamenti etici venga influenzato dagli interessi delle imprese”.