Usa, Nyt. Spunta un Jeb Bush lobbista quando era figlio di papà

Pubblicato il 15 febbraio 2015 19:18 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2015 19:18
Jeb Bush

Jeb Bush

USA, NYT – Era giovane, il padre era vicepresidente degli Stati Uniti, e Jeb Bush non sembrava troppo timido nell’utilizzare la sua posizione da ‘figlio di papà’ per farsi strada, accreditandosi per rinsaldare contatti e conoscenze.

Almeno questo racconta il New York Times, dedicando un vasto servizio a una serie di lettere e note che escono dai cassetti, con richieste e suggerimenti a firma Jeb Bush, oggi aspirante candidato repubblicano per la corsa alla Casa Bianca del 2016.

Sono datate 1985, 1988, 1989, 1990. E sono lettere di vario tipo, che spaziano da un accorato appello all’allora padre-vicepresidente sulla presunta detenzione di alcuni bambini cubani in Texas (1985), a suggerimenti per i candidati alla Corte Suprema quando George Bush padre era gia’ presidente (1989). Fino a quelle che il New York Times descrive come ‘lobbismo presso la Casa Bianca’ per un incontro con rappresentanti del gigante delle telecomunicazioni Motorola.

Una ‘traccia’, secondo il quotidiano, del network creato dal giovane Bush per farsi strada in politica, in Florida soprattutto, dove e’ stato poi eletto governatore per due mandati (1999-2007).