Usa, pasticciere negò torta di nozze a coppia gay: la Corte suprema gli dà ragione

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 giugno 2018 20:31 | Ultimo aggiornamento: 4 giugno 2018 20:45
Usa, pasticciere negò torta di nozze a coppia gay: la Corte suprema gli dà ragione

Usa, pasticciere negò torta di nozze a coppia gay: la Corte suprema gli dà ragione (Foto Ansa)

WASHINGTON – Nel 2012 si rifiutò di fare una torta di nozze per una coppia gay invocando il primo emendamento.   [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Adesso la Corte suprema gli ha dato ragione.

Era il 2012 quando il pasticcere Jack Kennedy si rifiutò di fare una torta di nozze per i promessi sposi David Mullins e Charlie Craig. Un caso che aveva diviso l’America: da un lato gli attivisti dei diritti gay schierati con la coppia, dall’altra i sostenitori di Phillips e della sua pasticceria Masterpiece Cakeshop, in Colorado.

All’epoca il pasticciere si era rifiutando invocando il primo emendamento, che sancisce la terzietà della legge rispetto al culto della religione e il suo libero esercizio, nonché la libertà di parola e di stampa, il diritto di riunirsi pacificamente; e il diritto di appellarsi al governo per correggere i torti. La Corte suprema degli Stati Uniti gli ha dato ragione.

Il collegio non ha deciso sulla questione più generale se un esercizio commerciale può negare il proprio servizio agli omosessuali ma si è limitato a censurare la commissione per i diritti umani del Colorado, che si era pronunciata contro il pasticcere sostenendo che aveva violato la legge statale anti discriminazione.

Una legge, quest’ultima, che vieta ai commercianti di rifiutare i propri servizi in base alla razza, al sesso e allo stato maritale. Ma per la Corte suprema (7 sì e 2 no) la commissione per i diritti civili del Colorado ha mostrato ostilità verso la religione. Il giudice Anthony Kennedy, che con il suo voto aveva aperto al riconoscimento delle nozze gay negli Stati Uniti nel 2015, ha affermato nella sua opinione di maggioranza che la questione “deve attendere una ulteriore elaborazione”.