Usa. Protesta lavoratori fast food diventa internazionale, anche in Italia

Pubblicato il 11 Maggio 2014 13:18 | Ultimo aggiornamento: 11 Maggio 2014 13:18
Il gigantesco McDonald's a Times Square

Il gigantesco McDonald’s a Times Square

USA, NEW YORK – La protesta dei lavoratori dei fast food americani si allarga e diventa internazionale. Il prossimo 15 maggio i dipendenti incroceranno le braccia in 150 città degli Stati Uniti e 30 Paesi del mondo, tra cui l’Italia.

All’inizio della settimana, i lavoratori e i dirigenti sindacali provenienti da decine di Nazioni si sono riuniti a New York per il primo incontro di categoria a livello mondiale, organizzato dall’International Union of Food, Agricultural, Hotel, Restaurant, Catering, Tobacco and Allied Workers’ Associations (Uita), una federazione composta da 396 sindacati di 126 Paesi, per un totale di 12 milioni di impiegati.

Negli Usa, i dipendenti dei fast food chiedono un salario di 15 dollari l’ora, mentre attualmente la paga media nelle maggiori catene americane e’ di 9 dollari l’ora. “La lotta per i 15 dollari negli Stati Uniti ha catturato l’attenzione dei lavoratori di tutto il mondo”, ha detto Ron Oswald, segretario generale di Uita. “Siamo diventati globali”, ha aggiunto Ashley Cathey, dipendente in un ristorante di McDonald’s a Memphis, Tennessee.

Dopo sei anni di lavoro, guadagna ancora 7,75 dollari l’ora. La campagna ha avuto inizio a New York nel novembre del 2012, con 200 lavoratori che hanno iniziato a protestare chiedendo salari più alti, poi si e’ diffusa in tutto il Paese coinvolgendo circa 150 città.