Usa. Ragazzina di 13 anni ammanettata: secondo caso dopo la Georgia

Pubblicato il 18 Aprile 2012 22:04 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2012 22:22

NEW YORK – Una ragazzina di tredici anni e' finita in manette per essersi rifiutata di cambiare di banco. Questa volta e' accaduto a Albuquerque, nel Nuovo Messico, e a pochi giorni dall'episodio che ha visto coinvolta una bimba di sei anni in Georgia, arrestata per aver lanciato, in uno scatto d'ira, libri e giocattoli mentre era a scuola.

La tredicenne era stata sorpresa dall'insegnante a chiacchierare con una compagna e quando si e' rifiutata di eseguire l'ordine, l'insegnante ha chiamato la polizia. Il ricorso sempre piu' frequente alle forze dell'ordine da parte del personale scolastico sta diventando un caso negli Stati Uniti.

"I ragazzini vengono arrestati per il semplice fatto di essere ragazzini – ha affermato Shannon Kennedy, avvocato di diritti civili che ha intentato una class action contro il distretto scolastico di Albuquerque – centinaia di bambini vengono arrestati per reati minori come semplicemente l'uso del cellulare in classe".

Il personale scolastico si difende affermando che il ricorso alla polizia e' necessario per tenere a bada studenti sempre piu' irriverenti, nonche' per attirare l'attenzione dei loro genitori.

Al momento non esiste una vera e propria statistica nazionale che riveli quante volte la polizia e' intervenuta per arrestare studenti indisciplinati. La casistica e' limitata a stato per stato. In Connecticut, ad esempio, il tribunale ha cominciato a monitorare gli arresti che coinvolgono gli studenti.

Dallo scorso marzo ne sono finiti in manette 1.700, molti di essi per reati minori. In Texas un rapporto dello scorso dicembre compilato da una organizzazione non profit ha rivelato che ogni anno vengono emesse 275 mila multe nei confronti di minori per reati legati alla condotta in classe.