Usa ribadisce: "No a uno Stato palestinese"

Pubblicato il 24 Ottobre 2011 23:08 | Ultimo aggiornamento: 25 Ottobre 2011 0:50

NEW YORK – Stati Uniti e Israele – nel corso di una riunione del Consiglio di sicurezza dell'Onu – hanno ribadito la loro ferma opposizione alla richiesta di riconoscimento di uno Stato palestinese. L'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite, Susan Rice, ha ribadito come la richiesta presentata dal leader palestinese Abu Mazen (Mahmud Abbas) al Palazzo di Vetro il 23 settembre scorso ''rischia di ritardare il processo di pace e di far deragliare le prospettive di una soluzione negoziata''.

''Soltanto un dialogo diretto tra le parti potra' portare a realizzare la soluzione dei due Stati'', ha affermato la Rice.

Di ''marcia della follia'' del popolo palestinese ha invece parlato l'ambasciatore israeliano, Ron Prosor, che ha definito la condanna dei nuovi insediamenti da parte di Hamas ''un mero pretesto'' per non sedersi al tavolo dei negoziati. ''I palestinesi sono molto lontani dal raggiungimento dei criteri necessari per diventare uno Stato'', ha incalzato Prosor.

L'inviato palestinese all'Onu, Ryad Mansinour, dal canto suo ha chiesto un atto di responsabilita' da parte del Consiglio di Sicurezza. ''I Quindici devono approvare la richiesta di ammissione presentata dal presidente Abbas'', ha detto ancora una volta, sottolineando come gli sforzi di intraprendere un dialogo costruttivo siano costantemente resi vani dall'intransigenza di Israele, che ha ignorato l'appello del Quartetto di evitare ogni provocazione.

''Siamo pronti a sederci anche ora al tavolo dei negoziati, ma gli insediamenti costituiscono un forte ostacolo al dialogo'', ha ribadito. I rappresentanti delle due parti si incontreranno separatamente il 26 ottobre con gli inviati del Quartetto per cercare un punto di incontro che sblocchi lo stallo. Necessaria una soluzione politica anche per ''Israeliani e palestinesi devono utilizzare la stessa determinazione che ha consentito di trovare un accordo sui prigionieri che ha portato al rilascio di Shalit e dei detenuti palestinesi'', ha detto Lynn Pascoe, sottosegretario per gli affari politici dell'Onu. ''Attraverso la politica – ha aggiunto – e' stata risolta una complessa questione umanitaria. Lo stesso deve avvenire per trovare il modo di riprendere un dialogo serio tra le parti''.