Usa, lo steward ribelle diventa l’eroe dei lavoratori

Pubblicato il 12 agosto 2010 16:52 | Ultimo aggiornamento: 12 agosto 2010 18:01

L'ex steward Steven Slater

 

Per la giustizia americana è un delinquente, ma per molti americani è diventato un eroe, il simbolo dei lavoratori maltrattati: è Steven Slater, lo steward trentottenne della JetBlue che al JFK di New York ha abbandonato l’aereo utilizzando lo scivolo d’emergenza dopo aver litigato con una passeggera per una questione di grandezza dei bagagli a mano. Per aver aperto lo scivolo che avrebbe potuto colpire qualcuno e per aver lasciato l’aeroporto da un varco riservato alle merci, violando tutte le norme di sicurezza, Steve rischia sette anni di carcere. Ma corre questo rischio supportato da migliaia di fan.
 

Soltanto ieri sera la sua pagina di Facebook ha registrato l’incoraggiamento di oltre 150mila fan, le sue foto su MySpace sono visitatissime, e il conduttore satirico della NBC, Jimmy Fallon, ha nominato sul campo “eroe della classe lavoratrice” (dedicandogli anche una ballata) proprio mentre i poliziotti andavano ad arrestarlo nella sua abitazione. E anche la moda approfitta della fama dello steward ribelle: sono tantissime le t-shirt in vendita con la scritta “Liberate Steve” o l’invito a fare come lui: licenziarsi con stile. 

Mentre i tabloid newyorchesi continuano a dedicargli articoli e copertine, il Wall Street Journal cita testimonianze di passeggeri del volo in questione, secondo cui l’uomo ha avuto un atteggiamento strano durante tutto il viaggio, da Pittsburgh, in Pennsylvania, a New York. 

Secondo Marjorie Briskin, una insegnante di 53 anni, durante il volo Slater non ha fatto altro che aprire e chiudere le cappelliere dell’aereo, con gesti quasi ossessivi, ed è stato lui a iniziare il litigio con una passeggera. Un’altra passeggera, Lauren Dominijanni, 25 anni, sostiene che l’assistente di volo è stato maleducato con diversi viaggiatori, rifiutando per esempio di portare tovaglioli di carta a una persona che aveva rovesciato caffè su uno dei sedili. 

Al di là delle critiche di qualche passeggero – motivate, viste che Steve si è meritato tra i suoi colleghi il soprannome di “nazi-bag” per l’ossessione con cui controlla numero e ampiezza dei bagagli a mano – la popolarità dello steward si è fatta sentire subito. Quando Steven è uscito di prigione nel Bronx, martedì notte, non sapeva di essere diventato una sorta di “eroe del nostro tempo”, nel giro di 24 ore. “Sapevo che si era parlato di me – ha detto – ma non fino a questo punto”. Aveva indosso la stessa t-shirt e gli stessi calzoncini del momento dell’arresto, sulla pista dell’aeroporto John Fitzgerald Kennedy di New York, quando gli agenti lo hanno circondato, come in un film. 

“La solidarietà che ho ricevuto è straordinaria – ha continuato, parlando ai giornalisti dopo il rilascio – la mia storia ha toccato un nervo scoperto”. Mentre parla un gruppo di guardie del carcere gli urla “Sei un eroe, sei un uomo famoso”. Slater sorride. E intanto pernsa a come far fruttare quest’inaspettata popolarità: sono già iniziate le sottoscrizioni per sostenere le sue spese legali, ma lo steward ormai disoccupato avrà bisogno al più presto di almeno 25mila dollari necessari per la sostituzione dello scivolo che gli ha permesso di “licenziarsi con stile”.