Usa: suora cattolica scomunicata, autorizzò l’aborto di una paziente

Pubblicato il 19 maggio 2010 8:22 | Ultimo aggiornamento: 19 maggio 2010 9:26

Phoenix : il St. Joseph's Hospital

Una suora cattolica, membro della commissione etica di un ospedale cattolico di Phoenix (Usa), è stata scomunicata e trasferita per aver dato il consenso ad un aborto di una paziente dell’ospedale. L’intervento era stato ritenuto necessario dai medici per salvare la vita di una puerpera gravemente malata.

Ne ha dato notizia il giornale cattolico indipendente National Catholic Reporter. L’intervento ha avuto luogo l’anno scorso al St. Joseph’s Hospital and Medical Center della città dell’Arizona.

La decisione, che ha coinvolto, oltre a suor Margaret McBrid, anche i medici e la paziente, è stata stigmatizzata, come scrive il giornale, dal vescovo Thomas Olmsted, capo della diocesi di Phoenix secondo cui un aborto non è ammissibile, in nessuna circostanza.

In un comunicato, la diocesi ha spiegato che suor McBride è stata scomunicata perché «aveva una posizione di autorità nell’ospedale ed era frequentemente consultata su questioni etiche». La suora «ha dato il suo consenso» sostenendo «che l’aborto era moralmente accettabile secondo la dottrina della Chiesa, un fatto che lei stessa ha personalmente ammesso con il vescovo Olmsted». Con la McBride sono state scomunicate «tutte le persone che all’ospedale hanno avuto un ruolo nell’aborto».

L’ospedale di St. Joseph’s è il più antico e uno dei più importanti di Phoenix. La paziente era incinta all’undicesima settimana e soffriva di una malattia rara e potenzialmente letale, l’ipertensione polmonare, che può essere aggravata da una gravidanza. La malattia limita la capacità del cuore e dei polmoni di funzionare normalmente. Quando è stato deciso di procedere all’aborto, le condizioni della donna erano notevolmente peggiorate e il comitato etico dell’ospedale aveva giudicato necessario interrompere la gravidanza per salvarle la vita.