Usa. Il Texas di nuovo in prima linea nel numero delle esecuzioni

Pubblicato il 28 Giugno 2013 10:50 | Ultimo aggiornamento: 28 Giugno 2013 10:50

HUNTSVILLE, STATI UNITI – Il Texas è di nuovo in prima linea nella corsa alle esecuzioni in America. Nello Stato della stella solitaria il boia fa gli straordinari. 500 iniezioni letali da quando nel 1982 la pena capitale e’ stata reintrodotta nei codici: l’ultima nella notte tra mercoledi e giovedi: Kimberly McCarthy, una condannata di 52 anni, e’ morta ”in pace con Dio” sul lettino del penitenziario di  Huntsville.  Nella vena, una unica dose di pentobarbital.

”E’ una tappa sinistra”, ha commentato l’avvocato Maurie Levin che negli ultimi mesi aveva cercato di salvare la donna dalle mani del boia. L’esecuzione di Kimberly, una nera, conferma che il Texas e’ lo Stato che con piu’ fermezza porta i condannati nella camera della morte. E’ anche uno stato a guida repubblicana che continua a battersi con determinazione contro il diritto di aborto. Dopo che la maratona di parole di Wendy Davis, una senatrice statale democratica, aveva bloccato il tentativo di chiudere quasi tutte le cliniche che praticano l’interruzione di gravidanza, il governatore Rick Perry ha rilanciato la posta indicendo una sessione straordinaria dei lavori parlamentari.

Durera’ un mese e stavolta non ci sara’ ostruzionismo che tenga: la proposta anti-aborto, che prevede anche il bando dopo la ventesima settimana, entrera’ in vigore. Altrettanto determinata che nella difesa della vita (”anche del bambino non nato”, ha detto Perry ieri) e’ la spinta a tenere in piedi la macchina della morte di Stato. La pena capitale e’ nei codici di 32 Stati americani ma in Texas il boia e’ chiamato al lavoro in media una volta ogni tre settimane. Una settantina di persone aspettavano fuori dalla prigione. Quando alle 18:37 locali Kimberly e’ stata dichiarata morta, la piccola folla ha gridato: ”Assassini”.

Nelle sue ultime dichiarazioni consegnate all’Associated Press la donna aveva parlato di ”una vittoria. Sapete che vado da Gesu’. Dio e’ grande”. La McCarthy era stata condannata per un omicidio a scopo di rapina di una anziana insegnante. La sua vittima, una professoressa di psicologia in pensione, era una vicina di casa. Kimberly, che aveva bussato alla porta per chiederle dello zucchero, in realta’ intendeva derubarla: aveva brutalmente aggredito l’anziana insegnante con un coltello di cucina per sfilarle un anello di brillanti. Dietro il delitto, uno dei tre in cui la McCarthy sarebbe stata implicata, la droga: l’assassina era tossicodipendente.