Usa, in Wisconsin i sindacati sotto il tiro del governatore del Tea Party

Pubblicato il 22 Febbraio 2011 14:53 | Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio 2011 14:53

ROMA – Si accentua la frattura in Wisconsin tra il governatore, Scott Walker, e i manifestanti e i sindacati, contrari ai provvedimenti anti-deficit del governatore, sostenuto a sua volta dai miliardari ultraconservatori fratelli Koch.

Walker, un repubblicano, ha ribadito in un’intervista alla Fox che non si lascerà ”intimidire” e che continuerà a restare sulle sue posizioni. Ritiene ”giusto” il provvedimento presentato alla Camera locale, che prevede tagli dei salari di gran parte dei dipendenti pubblici dello Stato senza consentire loro di avviare una contrattazione collettiva.

Ma lo scontro, sottolinea il Sole 24 Ore, ormai più che politico è ideologico, tra “chi ritiene che i sindacati dei dipendenti pubblici – gli unici rimasti ad avere un forte peso politico e sociale in America – difendano interessi e privilegi corporativi, e coloro che ritengono siano l’ultimo baluardo egualitario in una società controllata da lobby, corporation e ultra-miliardari”.

”Continueremo a mantenere questa posizione per tutto il tempo necessario, perché in definitiva è la cosa giusta da fare” ha dichiarato Walker, fortemente appoggiato sia dai Repubblicani, sia dagli esponenti del Tea Party.

Dal canto loro i manifestanti, sostenuti dal partito democratico e dai sindacati,si sono radunate al Campidoglio di Madison, dove ha sede la Camera statale del Wisconsin: quasi 70 mila persone, per due manifestazioni contrapposte, una contraria al provvedimento di tagli voluto dal governatore Walker, alla quale ha aderito la stragrande maggioranza di manifestanti, l’altra a sostegno del provevdimento, e ha visto sfilare molti aderenti del Tea Party. Le due manifestazioni si sono svolte l’una accanto all’altra in modo pacifico, senza che tra i manifestanti vi fosse un solo punto condiviso.

Il caso del Wisconsin è destinato a diventare emblematico di cosa significa negli Stati Uniti l’abbattimento della spesa pubblica: come il Wisconsin, molti Stati se non tagliano le spese rischiano la bancarotta. Ma la lotta sul ‘come’ e ‘cosa’ tagliare è destinata a continuare, e ad allargarsi al New Jersey, al Michigan, al Tennessee, all’Ohio, solo per citare gli Stati in cui sono già state annunciate proteste analoghe a quella del Wisconsin.

Il disegno di legge di Walker introduce due misure che, per i democratici, , puntano direttamente allo smantellamento dei sindacati. Innanzitutto il governatore vorrebbe che ogni categoria di dipendenti pubblici voti, ogni anno a scrutinio segreto, se accettare o meno di essere rappresentata dal proprio sindacato. La seconda misura porrebbe fine alla prassi del prelievo dallo stipendio delle quote sindacali e del loro trasferimento automatico nelle casse del sindacato. Proprio queste due misure hanno portato lo stesso presidente Barack Obama a definire quello di Walker un “attacco ai sindacati”.

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