Usa. Wsj, Obama pensa a nuova deterrenza in Europa in funzione anti-russa

Pubblicato il 9 Giugno 2015 11:18 | Ultimo aggiornamento: 9 Giugno 2015 11:18
Missili a medio raggio Usa

Missili a medio raggio Usa

USA, NEW YORK – L’amministrazione Obama sta considerando nuove strategie di deterrenza per far fronte all’ingerenza russa in Europa, contemplando tra l’altro il potenziamento delle forze militari dei Paesi alleati e dei futuri partner, e anche la lotta alla corruzione governativa su cui Mosca sembra far leva per guadagnare influenza.

Lo scrive il Wall Street Journal, secondo il quale si tratta di misure che a molti appaiono come una versione aggiornata della politica di contenimento della Guerra Fredda. Alcuni funzionari dell’amministrazione pensano inoltre ad una possibile espansione della Nato con l’adesione del Montenegro, per limitare l’orbita di Mosca, ma anche per mostrare che il Cremlino non può mettere il veto ad un ampliamento dell’Alleanza Atlantica.

Si tratta di ragionamenti elaborati sulla scia dell’aumento delle violenze in Ucraina e in coincidenza col viaggio del presidente Obama in Germania per il G7. E in questo quadro, il Wsj ricorda che il segretario alla Difesa Ash Carter ha sottolineato come sia “chiaro che le sanzioni stanno avendo effetto sull’economia russa, ma non sembra che questo effetto stia inducendo il presidente russo Vladimir Putin a non seguire il percorso che è emerso in Crimea lo scorso anno”.

Dal canto suo il segretario al Foreign Office Philip Hammond non esclude la presenza in futuro di missili nucleari statunitensi a medio raggio sul suolo britannico se le tensioni con la Russia aumenteranno. Alla Bbc Hammond ha parlato di “segnali inquietanti”, anche se nulla indica che un attacco russo sia imminente, ma secondo lui il presidente Vladimir Putin “sta mantenendo aperte le sue opzioni” e “non ha escluso l’opzione militare” nei confronti dell’Ucraina.

Il ministro degli Esteri britannico ha però chiesto che si evitino “provocazioni inutili”, che “hanno senso solo se si è accerchiati o sotto attacco”. Il Regno Unito dovrebbe possedere attualmente all’incirca 225 testate nucleari, 160 delle quali operative, secondo la stampa britannica.