Usa: zainetti anti-proiettile a scuola. Boom di vendite dopo la strage in Florida

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 febbraio 2018 10:27 | Ultimo aggiornamento: 20 febbraio 2018 10:28
Dopo la strage in Florida, boom di vendite di zainetti anti-proiettile negli Usa

Usa: zainetti anti-proiettile a scuola. Boom di vendite dopo la strage in Florida

ROMA – Le famiglie americane, terrorizzate dal susseguirsi di stragi nei campus e nei licei, stanno facendo incetta di zainetti anti-proiettile, disposte a pagare fino a 500 dollari per la sicurezza minacciata dei propri figli studenti. La Bullet Blocker, azienda di Massachusetts, sta facendo affari d’oro dopo la strage alla scuola di Parkland in Florida: i suoi zaini rinforzati vanno a ruba, un incremento del 30% nell’ultima settimana. Un boom di vendite, peraltro, sistematico nei giorni che seguono le ricorrenti stragi.

La fibra utilizzata è il Klaver, la stessa in uso nella dotazione delle forze armate, il sito promuove i suoi zaini – segnala il Corriere.it – descrivendo il fondatore della società, Joe Curran, come un precursore della difesa dei ragazzi dalle armi da fuoco, quando decise di fare qualcosa di utile per i suoi due figli, sconvolto dalla carneficina di Virginia Tech.

L’ex Ranger dell’esercito americano, vice sceriffo e istruttore di armi da fuoco, ha inventato “My Child’s Pack”, il primo zaino antiproiettile progettato per gli studenti, secondo l’azienda. “Avevo dei vecchi giubbotti antiproiettile, li ho tagliati e li ho infilati negli zaini dei miei figli”, racconta. “Ho detto loro, ‘Se succede qualcosa, tieni questo tra te e il ragazzo con una pistola e accovacciati dietro di esso”. Altri genitori volevano scudi simili per i loro figli: così è nata la sua azienda. (Corriere.it)

Intanto Donald Trump apre ad un rafforzamento dei controlli sulla vendita delle armi, incalzato dopo l’ennesima strage scolastica in Florida dalle crescenti proteste degli studenti, che oggi per la prima volta hanno fatto capolino davanti alla Casa Bianca: un anticipo della “marcia per le nostre vite” prevista il 24 marzo a Washington e in altre città americane, che potrebbe dare vita ad un movimento analogo a quello di #Metoo.

Nel frattempo affiorano altre circostanze inquietanti su Nikola Cruz, il 19/enne che la scorsa settimana ha ucciso 17 tra studenti e docenti della sua ex scuola di Parkland: nell’ultimo anno avrebbe acquistato legalmente fino a 10 fucili, nonostante i suoi noti problemi mentali e comportamentali. Il procuratore della Florida, Michael Satz, ha gia’ preannunciato che non esclude di chiedere la pena di morte per il giovane, ricomparso davanti alla corte per una udienza procedurale, mentre il suo avvocato ha fatto sapere che potrebbe dichiararsi colpevole proprio per evitare la pena capitale.