Valeria Solesin, la fuga: così andò incontro ai terroristi

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Novembre 2015 11:37 | Ultimo aggiornamento: 17 Novembre 2015 11:37
Valeria Solesin, la fuga: così andò incontro ai terroristi

Valeria Solesin, la fuga: così andò incontro ai terroristi

PARIGI – Quando ha udito i primi spari nel teatro Bataclan, Valeria Solesin è scappata, anticipando nella fuga il fidanzato e gli amici che erano con lei. E’ così che ha perso il contatto con loro: non ha pensato alla borsa, né ad altro, voleva solo mettersi in salvo. Ma forse, così facendo, è andata incontro al commando della morte. Come sia stata uccisa e in quale preciso istante non è ancora stato chiarito dalle autorità francesi: non si sa con precisione in che punto della sala sia caduta sotto il fuoco jjhadista, quanti colpi l’abbiano raggiunta, quando i 4 terroristi, tre kamikaze, uno ucciso nel blitz delle teste di cuoio francesi, hanno fatto irruzione al Bataclan sparando all’impazzata con fucili Ak 47. Resta poi da effettuare l’autopsia sul corpo della studentessa, che è solo una delle 89 vittime dell’attacco terroristico alla sala concerto parigina. “Non risulta che l’esame sia stato ancora effettuato” ha detto lunedì il Console generale d’Italia a Parigi, Andrea Cavallari. Manca ancora una esatta ricostruzione delle circostanze.

Particolari, tecnicismi utili alle indagini che in queste ore passano in secondo piano rispetto al dolore dei familiari. Venerdì sera la loro figlia modello, brillante dottoranda di sociologia alla Sorbona di Parigi, era andata ad un concerto insieme al suo fidanzato, Andrea Ravagnani, la sorella di questo, Chiara, entrambi trentini, e il fidanzato di quest’ultima, il veronese Stefano Peretti. Sono tutti usciti indenni da quella sala trasformata in un teatro dell’orrore, tranne lei. Nelle ore immediatamente successive all’attentato, la ricerca di notizie sul suo conto è stata resa difficile proprio a causa del fatto che Valeria non aveva documenti con sé. Erano nella borsa, lasciata indietro mentre cercava disperatamente di mettersi in salvo. In casi come questo scatta una procedura che ha coinvolto le autorità diplomatiche italiane e quelle francesi.

Soltanto sabato sera le autorità francesi hanno comunicato all’ambasciatore italiano a Parigi, Giandomenico Magliano, e al console Cavallari, il triste esito: le impronte digitali fornite erano quelle di uno dei corpi senza vita rinvenuti nella mattanza del teatro Bataclan. Hanno convocato al Place Mazas il fidanzato di Valeria, Andrea e gli altri amici che erano con lei per il riconoscimento che è diventato ufficiale solo a conclusione della procedura.

Intanto una Venezia in lutto aspetta il ritorno della sua Valeria, per darle l’ultimo saluto. La famiglia Solesin, papà Alberto, mamma Luciana e il fratello Dario, dovrebbero arrivare a Parigi già nelle prossime ore. L’intenzione, si è capito, è di fermarsi lo stretto necessario per poter ottenere la salma e tornare subito in Italia. E’ assai probabile che con i Solesin faranno rientro in patria anche il fidanzato, Andrea, la sorella di questi, Chiara, e il fidanzato di quest’ultima, Stefano Peretti.