Il Vaticano castiga i calorosi: spalle o gambe scoperte vietate pure in farmacia e al supermercato

Pubblicato il 27 luglio 2010 14:01 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2010 15:39

La Città del Vaticano

Anche nella farmacia vaticana, così come al supermercato o all’ufficio postale della piccola città pontificia, non si può entrare a spalle scoperte o in pantaloncini corti. La regola, finora imposta ai turisti in visita alla basilica di San Pietro, viene adesso applicata, seppur con un margine di elasticità, anche a tutti coloro che , per motivi di lavoro, salute, compere, varcano il confine della Città pontificia.

”Sapete come funziona qui?” è la domanda di rito delle giovani guardie svizzere a chi entra in abiti troppo estivi all’ingresso di Sant’Anna, il posto di frontiera tra Roma e il Vaticano, attraversato ogni giorno da migliaia di persone. I più pensano che si tratti di una domanda burocratica e si affrettano ad esibire la ricetta medica (per accedere alla farmacia) o la tessera per andare a fare la spesa all’annona.

Ma le guardie svizzere scuotono la testa e spiegano quale è il punto: ”Questa è la Città del Vaticano e per ragioni di rispetto non si accede a spalle scoperte o in pantaloni corti”. C’è chi torna indietro e chi si affretta a comprare il primo scialle o foulard su una delle bancarelle di Borgo Pio. Per gli uomini è più complicato trovare un paio di pantaloni lunghi da infilarsi al volo. C’è chi invece insiste: alla farmacia vanno spesso persone anziane che attraversano Roma, anche con il caldo torrido di queste settimane, per risparmiare qualche euro sui medicinali o per trovare farmaci irreperibili in Italia.

”Sono arrivata qui da Centocelle e mi volete rimandare indietro?” si lamenta la signora Maria, una ultrasettantenne vestita, in un casto abito a fiori, privo però di maniche. Le guardie svizzere sbuffano ma chiudono un occhio. ”La prossima volta si ricordi di non venire più abbigliata in questo modo”. La signora Maria alza gli occhi al cielo: ”Con tutti gli scandali che riguardano la Chiesa, possibile che si venga a fare la morale sui vestiti senza maniche?”, commenta a voce alta.

Ai tempi del Giubileo del 2000, quando decine di migliaia di pellegrini arrivavano scollacciati e impreparati ad entrare in basilica vaticana, qualche commerciante aveva avuto l’idea di vendere a pochi euro tonache per ogni uso. Ai suoi tempi era stato un successo. Un business che potrebbe essere rilanciato.