Vaticano, no bancomat. Che fine hanno fatto 30 milioni del conto Deutsche Bank?

Pubblicato il 14 Gennaio 2013 10:59 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2013 11:03
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Vaticano no bancomat. Che fine hanno fatto i 30 milioni del conto Ior depositato su Deutsche Bank?

ROMA – Vaticano no bancomat. Che fine hanno fatto 30 milioni del conto Ior depositato su una filiale di Deutsch Bank? Lo stop alle attività dei Pos di tutti gli esercizi commerciali all’interno della Santa Sede deciso dalla Banca d’Italia poggia essenzialmente su un bilancio che non torna, o comunque non soddisfa tutti i criteri di contrasto preventivo al riciclaggio. Sul conto Deutsche Bank sono transitati 40 milioni negli ultimi 12 mesi prima della verifica disposta dai funzionari della Banca d’Italia: il saldo dice 10 milioni di euro, ignota è provenienza e destinazione degli altri 30 milioni. Di qui la sospensione dei pagamenti tramite bancomat o carta di credito. Ignoto  è il nome dell’intestatario effettivo del deposito aperto presso Deutsche Bank, ignoto, soprattutto, il nome di chi ha la delega per accedere ed operare su quel conto.

Dal Vaticano giungono reazioni di sorpresa per le decisioni assunte a Palazzo Koch. Ma, Banca d’Italia sostiene di non aver avuto scelta, avendo compiti di vigilanza. Nessuna arbitrarietà o peggio discriminazione. Un atto dovuto. Ogni giorno, dai musei vaticani alla farmacia, dallo spaccio interno ai ben 80 punti vendita, sul conto Ior affluiscono decine di migliaia di euro, soldi che poi vengono messi a disposizione di soggetti estranei al Vaticano. Il sospetto di riciclaggio sta nella contravvenzione dei regolamenti di trasparenza bancaria adottati nei paesi comunitari  (Deutsche Bank) nelle transazioni con paesi extra comunitari (come il Vaticano). 

I responsabili di palazzo Koch sottolineano come “per l’attività bancaria svolta dallo Ior con controparti italiane non è possibile applicare il regime di controlli semplificati previsto per i rapporti con le banche comunitarie, che consente a queste ultime di non comunicare i nomi dei clienti per conto dei quali sono effettuate le singole operazioni”.