La crisi tocca il Vaticano: nel 2011 disavanzo da 15 milioni

Pubblicato il 5 Luglio 2012 14:35 | Ultimo aggiornamento: 5 Luglio 2012 14:57

(Foto Lapresse)

CITTA’ DEL VATICANO – Anche il Vaticano soffre la crisi. Il bilancio consolidato della Santa Sede per il 2011 chiude con un disavanzo di quasi 15 milioni di euro. ”Su tale risultato – fa sapere il competente Consiglio dei cardinali – ha influito l’andamento negativo dei mercati finanziari mondiali che non ha consentito di raggiungere gli obiettivi preventivati”.  I dati sul bilancio consuntivo 2011 della Santa Sede – che chiude con un disavanzo di 14.890.034 euro – e della Città del Vaticano sono stati diffusi dopo la riunione del Consiglio dei cardinali per lo studio dei problemi organizzativi ed economici della Santa sede, presieduta dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, svoltasi martedì e mercoledì.

”I capitoli di spesa più impegnativi – spiega un comunicato – sono stati quelli relativi al costo del personale che, al 31 dicembre, contava 2.832 unità, e ai mezzi di comunicazione sociali, considerati nel loro complesso”. Il disavanzo registrato quest’anno, ”risente del fatto che gli introiti da beni mobiliari, cioé dagli investimenti dell’Apsa in obbligazioni e titoli sui mercati internazionali, sono stati inferiori agli anni precedenti – ha detto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi in un briefing con i giornalisti -. E questo non stupisce nessuno, è la realtà del mondo in cui viviamo”.

Si tratta comunque del dato peggiore da diversi anni a questa parte, dal momento che il bilancio consuntivo consolidato dall’anno 2010 registrava un avanzo di 9,8 milioni, quello del 2009 un disavanzo di 4 milioni, del 2008 un disavanzo di un milione, del 2007 di 9 milioni. Nonostante le difficoltà economiche mondiali, tuttavia, c’è stata una ”tenuta” – ha sottolineato Lombardi – sia del ”canone”, cioè del contributo che le diocesi di tutto il mondo portano alle attività della Santa Sede, passato da 27,3 a 32,1 milioni di dollari, sia dell”’obolo di San Pietro” (le offerte che vanno alle attività caritative del Papa ma che non entrano nel bilancio vaticano), passato da 67,7 a 69,7 milioni di dollari. Ad evitare al bilancio consolidato un passivo ancora più pesante è il contributo offerto, come accade ogni anno, dallo Ior, che per il 2011 è stato di 49 milioni di euro. ”Pur con il mantenimento dei posti di lavoro, non si è mancato di richiamare alla prudenza e al contenimento delle spese”, è stato spiegato in merito alla riunione dei cardinali. Un’amministrazione autonoma e a parte rispetto ai contributi della Santa Sede è poi quella del Governatorato (1.887 dipendenti), che dopo due anni difficili nel 2008 e 2009, dall’anno scorso ha risultati più stabili e per il 2011 ha fatto segnare un attivo di 21,8 milioni di euro. A tale proposito, ”particolarmente significativo è stato l’apporto dato dai Musei Vaticani – si legge nel comunicato -, i quali hanno prodotto ricavi che passano da 82,4 milioni di euro del 2010 a 91,3 milioni di euro, per un totale di più di cinque milioni di visitatori, cifra che – viene aggiunto -, secondo le classifiche specializzate, colloca questa istituzione tra le più prestigiose ed importanti a livello mondiale”.