Vaticano, Pietro Parolin: “Il celibato dei preti non è un dogma della Chiesa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2013 11:32 | Ultimo aggiornamento: 11 settembre 2013 11:32
Vaticano, Pietro Parolin: “Il celibato dei preti non è un dogma della Chiesa”

Arcivescovo Pietro Parolin (Foto LaPresse)

ROMA – “Il celibato dei sacerdoti non è un dogma della Chiesa”. L’arcivescovo e neo Segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, spiega in un’intervista a El Universal che il divieto dei preti di sposarsi è una tradizione e non un dogma della Chiesa cattolica. Questo non vuol dire comunque che il Vaticano pensi di abolire il celibato, precisa Parolin, ma che spetta al Papa riflettere su questo e altri temi per poter seguire “la volontà di Dio e la storia della Chiesa”, ma anche “l‘apertura ai segni dei tempi“, tra cui la “scarsezza del clero”.

L’arcivescovo Parolin al quotidiano venezuelano spiega che il celibato è una “tradizione ecclesiastica”:

“Il celibato risale ai primi secoli ed è stato applicato per tutto il primo millennio di vita della Chiesa, ma è a partire dal Concilio di Trento (1545-1563, ndr) che si è insistito di più. Questa è una tradizione della Chiesa che rimane attuale e viva, perché nel corso degli anni vi sono stati eventi che hanno contribuito a elaborare la rivelazione di Dio”.

Dal 15 ottobre Parolin entrerà in carica come Segretario di Stato vaticano al posto del cardinale Tarcisio Bertone
e spiega che per Papa Francesco e per la Chiesa sono molte le sfide verso l’innovazione, legate al portare la Chiesa cattolica in “apertura con i segni dei tempi”. Ma questo non significa abolire semplicemente il celibato:

“Lo sforzo compiuto dalla Chiesa per istituire il celibato ecclesiastico non può essere ignorato. Nessuno può semplicemente dire che si tratta del passato. Proprio questa rappresenta una grande sfida per il Papa, perché lui detiene il ministero dell’unità e a lui spettano tutte le decisioni che possano riunire la Chiesa, e non dividerla. Parlare, riflettere e approfondire tematiche come il celibato, che non è un dogma, si può ma sempre al servizio della comunità e della volontà di Dio”.

Gian Guido Vecchi sul Corriere della Sera spiega che i preti sposati esistono già e una prima apertura arrivò nel 2009 con Benedetto XVI:
“C’è un’idea che si fa strada da quando nel 2009 Benedetto XVI istituì degli «ordinariati» per gli anglicani che tornavano nella Chiesa cattolica, compresi i sacerdoti sposati. Di per sé, non una novità assoluta: nella Chiesa cattolica esistono già dei preti sposati. La disciplina del celibato vale per la Chiesa latina, ma in quelle cattoliche orientali non c’è obbligo. C’è quindi la possibilità che in futuro si vada verso una doppia disciplina anche nella Chiesa latina. Magari con le stesse regole: solo i celibi possono essere vescovi”.

Anche Papa Francesco in passato ha già parlato dell’argomento, spiega ancora Vecchi:

“Un testo in cui afferma d’essere «pienamente convinto» che “il celibato vada conservato». Ma dice anche che «se la Chiesa dovesse rivedere tale norma» non lo farebbe «spinta dalla scarsità» di vocazioni e comunque «non sarebbe una regola valida per tutti»: «Tratterebbe la cosa come un problema culturale di un luogo specifico, non in modo universale ma come un’opzione personale»”.

D’altronde il celibato esiste dal Concilio di Elvira, condotto intorno al 300 d.C, come spiega Armando Torno sul Corriere della Sera:

“Le storie indicano come prima legge in materia il canone 33 del Concilio di Elvira (intorno al 300), il quale obbligava gli ordinati in sacris alla continenza assoluta; inoltre, nel concilio romano del 386, papa Siricio promulgava una norma analoga, con l’intenzione di diffonderla in tutta la Chiesa latina”.

Il celibato poi ha una sua importanza nell’ambito della celebrazione dell’eucarestia, spiega al Corriere della Sera il biblista Gianantonio Borgonovo:

“Nella tradizione orientale rimaneva un evento settimanale, in quella occidentale dopo l’VIII secolo si andava normalizzando come appuntamento quotidiano. Siccome «nella prassi della Chiesa non si avevano rapporti il giorno precedente la celebrazione eucaristica, si capisce come la tradizione occidentale si sia sempre più orientata a scegliere i propri ministri (eccetto i diaconi) tra coloro che avevano fatto la scelta della verginità»”.

Fu solo con il Concilio di Trento che il celibato divenne obbligatorio e vincolante:

” il celibato ecclesiastico divenne effettivamente obbligante e vincolante per tutti i ministri ordinati nella Chiesa latina (l’orientale ha, invece, mantenuto la prassi antica). Tale normativa, aggiunge Borgonovo, «non è estrinseca al ministero presbiterale, ma aiuta ad affermare la testimonianza di tutta la vita impegnata nel sacerdozio»”.