Venezuela. Maduro, ”Obama vuole rovesciare mio governo”, interviene Castro

Pubblicato il 10 Marzo 2015 15:36 | Ultimo aggiornamento: 10 Marzo 2015 15:36
Nicolas Maduro

Nicolas Maduro

VENEZUELA, CARACAS – Il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, ha accusato oggi Barack Obama di aver “assunto personalmente l’obbiettivo di intervenire in Venezuela e rovesciare il mio governo” e questo spiega le nuove sanzioni annunciate da Washington contro ufficiali dell’esercito e delle forze di sicurezza di Caracas, accusati di violazioni dei diritti umani.

“Il colpo di Stato, di origine gringo, è stato sconfitto”, ha detto Maduro in un discorso trasmesso a reti unificate, tornando sulla denuncia di trame golpiste che aveva lanciato due mesi fa, per insistere che le nuove sanzioni approvate sono “il passo più ingiusto, aggressivo e nefasto che gli Stati Uniti abbiano dato riguardo al Venezuela”.

“Obama non ha il diritto di dichiarare che il Venezuela è una minaccia per gli Stati Uniti, siete voi casomai che costituite una minaccia per il popolo americano, siete voi che avete creato Al Qaeda, Bin Laden e lo Stato Islamico: avete creato il terrorismo nel mondo”, ha tuonato l’erede di Chavez.

In appoggio di Maduro è interveuto Fidel Castro, che ha pubblicato una lettera aperta al presidente venezuelano nella quale si congratula per il modo in cui ha reagito alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti a sette ufficiali dell’esercito e delle forze di sicurezza di Caracas, accusati da Washington di violazioni dei diritti umani.

“Mi congratulo per il tuo brillante e coraggioso discorso, in risposta ai piani brutali del governo degli Stati Uniti. Le tue parole passeranno alla storia come una prova che l’umanità può e deve conoscere la realtà. Fraternamente, Fidel Castro Ruiz”.

Questo il testo della breve missiva, che campeggia sulla prima pagina di Granma, l’organo ufficiale del Partito Comunista Cubano. Accanto alla lettera di Fidel, Granma pubblica anche una dichiarazione del governo presieduto da Raul Castro, nella quale conferma il suo “appoggio incondizionato” alla rivoluzione bolivariana e “all’eroico popolo fratello del Venezuela”.