Venezuela, povertà e crimini: ogni ora uccise 3 persone. Fa paura anche prendere un taxi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 novembre 2018 7:00 | Ultimo aggiornamento: 23 novembre 2018 17:42
Venezuela, povertà e crimini: ogni ora uccise 3 persone. Fa paura anche prendere un taxi

Venezuela, povertà e crimini: ogni ora uccise 3 persone. Fa paura anche prendere un taxi (Foto Ansa)

CARACAS – Stremati dalla crisi, i venezuelani oltre alla carenza di cibo e farmaci affrontano quotidianamente l’inferno della violenza: nel Paese ogni ora vengono uccise tre persone.   

Nel 2017 la nazione sudamericana ha registrato 26.000 omicidi, 89 ogni 100.000 abitanti: una cifra 15 volte la media globale, secondo l’Osservatorio venezuelano sulla violenza.

In che modo i venezuelani cercano di sopravvivere in uno dei Paesi più pericolosi del mondo? “Per proteggersi prendono quotidianamente delle precauzioni, ma adattandosi all’insicurezza stanno perdendo la libertà”, ha spiegato il sociologo e direttore del’Osservatorio Roberto Briceno all’AFP.

Willis, fratello minore dell’insegnante Yamileth Marcano, mentre usciva dal lavoro è stato accoltellato a morte perché volevano rubargli lo smartphone. “La sua vita valeva un cellulare? Ogni volta che mi raccontano di un’altra famiglia in lutto, riemergono i brutti ricordi”, ha riferito l’insegnante ad AFP.

Marcano, 46 anni, vive in una casa con finestre e porte sbarrate nella parte orientale di Caracas. Suo figlio è emigrato in Italia dopo che alcuni giovani gli hanno puntato una pistola alla testa e ordinato di consegnare il telefono.

“Vengono uccisi giovani e vecchi, tutti sono esposti. Ti rapinano per strada, sulla spiaggia, al mercato, all’ospedale, è terribile vivere in questo modo”.  Come lei, in strada quasi tutti in Venezuela usano un cellulare più vecchio per non dare nell’occhio, scrive il Daily Mail. 

Nel 2014 l’omicidio dell’ex Miss Venezuela Monica Spear e del marito, uccisi a colpi di arma da fuoco da due giovani durante un furto in strada, è rimasto impresso nella memoria collettiva della nazione. Da allora, è stata creata un‘applicazione chiamata “Pana”, una parola gergale che significa amici, per aiutare le persone a sentirsi più sicure quando camminano in strada.

Recentemente, dei motociclisti con giubbotti, occhiali scuri e radio sono andati in soccorso di una giovane studentessa di medicina in difficoltà sull’autostrada. La sua auto era in panne, ha premuto il tasto “Pana” e dopo otto minuti è arrivata la squadra di soccorso.   

“Forniamo un servizio rapido, affidabile e semplice, non tutti possono disporre di scorte di sicurezza o auto a prova di proiettile”, ha detto il capo di Pana, Domingo Coronil. In un centro commerciale di Caracas, il manager di Blindars Express, Julio Cesar Perez, consegna due furgoni neri con vetro rinforzato per un cliente. “I delinquenti non fanno differenze tra classi sociali. Abbiamo veicoli di fascia bassa, media e alta, le persone vengono da noi per migliorare la sicurezza”, ha detto Perez.

Per rapinare o addirittura rapire, i teppisti spesso lanciano sui veicoli delle pietre, bottiglie o bastoni così da costringere i conducenti a fermarsi. Nelle strade del Venezuela è raro vedere un’auto senza vetro oscurato e rinforzato.

Il tramonto è un brutto momento per i cittadini di Caracas. Un tempo era una città piena di luci ma la crisi economica e il crimine hanno fatto sì che la capitale di notte ormai sia buia. “Appena esco di casa mi sento in pericolo. Se vado in discoteca mi faccio accompagnare a pagamento da qualcuno che conosco. Non mi fido dei taxi”, ha detto Adrialis Barrios, 23 anni, che lavora nel settore delle comunicazioni. La maggior parte delle persone si riunisce in case private,  più sicure e meno costose, e prima di avventurarsi verso casa preferisce aspettare l’alba.

Eglis Torres, un costruttore di 60 anni, in compagnia della moglie ha trascorso la notte su una panchina all’aeroporto di Caracas, in attesa di partire in Costa Rica per motivi di lavoro. “La mia macchina è vecchia e non volevo correre rischi su una strada così pericolosa. La cosa migliore è aspettare all’aeroporto e stare con qualcuno perché rubano le valigie”, ha detto Torres a AFP. “È una notte insonne ma non rischi di perdere l’aereo né la vita”.  La maggior parte delle compagnie aeree straniere vieta agli equipaggi di pernottare in Venezuela.