Vietnam: nuovi scontri con la Cina per il controllo delle Isole Paracelse

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Maggio 2014 20:22 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2014 20:22
Vietnam: nuovi scontri con la Cina per il controllo delle Isole Paracelse

Il Vice Comandante della Guardia Costiera vietnamita Ngo Ngoc Thu parla durante la conferenza stampa (Daily Mail)

VIETNAM – Motovedette seguite da vicino in modo minaccioso, marinai aggrediti con cannoni ad acqua. Lo scontro tra Vietnam e Cina per i diritti di trivellazione sui fondali ricchi di risorse naturali intorno alle contese isole Paracelse ha registrato nuovi episodi, inclusi “atti intimidatori” da parte di Pechino. Il governo vietnamita, secondo la tv pubblica nipponica Nhk, ha reso noto che una ventina di proprie motovedette si stanno ancora misurando nell’area del mar Cinese meridionale contro 80 unità cinesi, escludendo però l’invio “di navi da guerra” e la volontà di “militarizzare la controversia”.

Hanoi ha denunciato “l’atteggiamento minaccioso e intimidatorio verso le navi vietnamite” che cercano di avvicinarsi alla zona, fino a causare “nuovi speronamenti”. Il braccio di ferro tra i due Paesi è iniziato quando una compagnia petrolifera statale cinese ha tentato di avviare pochi giorni fa le perforazioni dei fondali marini delle Paracelse che il Vietnam considera sua “zona economica esclusiva”.

La controversia, nei piani del Vietnam, sarà trattata nella riunione dell’Asean, l’Associazione delle nazioni del sudest asiatico, in programma nel fine settimana al fine di trovare la cooperazione degli altri Paesi impegnati in controversie territoriali con la Cina che, da parte sua, ha oggi ribadito chela società petrolifera sta conducendo solo normali attività.

Sulla questione è intervenuto anche il Giappone che con Pechino ha in piedi la contesa delle isole Senkaku/Diaoyu. Il portavoce Yoshihide Suga ha affermato che Tokyo “ha una forte preoccupazione” per le notizie sui danni alle navi vietnamite e sulle lesioni ai membri dell’equipaggio, ultimi episodi di una serie di attività di sviluppo marittime unilaterali e provocatorie da parte della Cina.

“La pace e la stabilità del mar Cinese meridionale è una questione di interesse per tutta la comunità internazionale”, ha concluso Suga, secondo cui la Cina deve evitare azioni unilaterali che potrebbero aumentare le tensioni, rispettando le leggi internazionali ed esercitando autocontrollo.